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Ritorna Italia-Germania, un altro atto della storia infinita


Gaetano Capaldo,
Pubblicato nella sezione Nazionale
Ritorna Italia-Germania, un altro atto della storia infinita

Ogni storia ha il suo principio, questa inizia in un pomeriggio del 1970: Il 17 giugno, all'Azteca di Città del Messico; per un italiano ci sono le partite di calcio, poi c'è Italia-Germania.


Ogni storia infinita ha il suo principio: questa, inizia in un pomeriggio nuvoloso e pieno di smog all'Azteca di Città del Messico, il 17 giugno 1970. Italia e Germania si incontrano per la prima volta in una sfida decisiva, la semifinale dei campionati del mondo. E' tarda sera, in Messico si gioca di pomeriggio e il fuso orario tiene svegli milioni di italiani per la partita. E' l'Italia che esce dal boom economico e aspetta da troppi anni di rivedere la Nazionale in finale ai mondiali, dopo il trionfo agli europei di due anni prima. Saranno centoventi minuti che cambieranno la storia del calcio, diventando persino un modo di dire: "Ma che è successo? Italia-Germania 4-3?". Italia-Germania 4-3 è quasi un marchio, diventato un film nel 1990 e una canzone di Mina subito dopo la fine di quel mondiale. E' stata insignita del titolo di partita del secolo, con tanto di targa commemorativa all'Azteca. Albertosi, Burgnich, Facchetti e così via: la formazione che ogni padre ha declamato almeno una volta al proprio figlio. Mai andranno dispersi nelle memorie i nomi degli undici eroi che sconfissero Maier, Beckenbauer, Overath e Muller. E' stata la prima volta degli italiani di notte, in strada, a festeggiare: Roma, Napoli, Milano, Palermo, Torino... tutti per strada con i tricolori, festanti caroselli di 500, Lambrette, e 600 multiple. Chi l'ha vissuta, non la dimentica. L'immagine di Rivera con le mani al volto dopo il goal del 4-3 è storia d'Italia, come lo è Sandro Pertini che col dito fa segno che "non ci prendono più", dopo il goal di Tardelli nella finale dei mondiali del 1982. Già, Madrid 12 luglio 1982, Santiago Bernabeu: ancora una volta la Germania, ed è ancora trionfo: la finale mondiale è azzurra. 3-1. Pablito sblocca il risultato, Tardelli fa goal e corre via urlando, infine Altobelli chiude la pratica su assist di Conti che dopo il 3-0 si stende a piangere. Siamo ancora noi a far festa. E nella dicitura "noi" sono compresi anche i tanti italiani emigrati in Germania per lavorare perchè, senza troppa demagogia, questa sfida infinita ha così tanto gusto per questa ragione: Davide che puntualmente batte l'opulento Golia. Come nel 2006, a casa loro. Ancora nella semifinale dei mondiali. Ancora ai supplementari. E' di nuovo trionfo. Più che bianchi tedeschi, gialli di bile: non volevano più mangiare la pizza per boicottaggio. Puntualmente favoriti, regolarmente sconfitti: è il triste destino dell'invincibile armata teutonica. Invicibile, quando non incontra l'Italia. E così sia.


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