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Quanto veleno su Jorginho, "viva" l'Italia che dimentica in fretta

Jorginho nel tritacarne della critica dopo il rigore sbagliato contro la Svizzera. Tanti tifosi e addetti ai lavori hanno evidentemente la memoria corta.


Luca CirilloLuca CirilloGiornalista

13/11/2021 19:21 - Nazionale
Quanto veleno su Jorginho, viva l'Italia che dimentica in fretta
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Sarebbe interessate scoprire quali siano davvero i problemi intimi, strettamente personali, di coloro che in queste ore stanno vomitando veleno contro Jorginho dopo il rigore sbagliato contro la Svizzera all'Olimpico. Certo, è un danno, perché ora l'Italia di Roberto Mancini è chiamata a vincere largamente contro l'Irlanda del Nord a Belfast per avere la (quasi) certezza di approdare ai Mondiali del Qatar (in programma nel 2022) da prima del girone. Ma la domanda è: quale giocatore avrebbe dovuto calciare quel "maledetto" rigore? Qualcuno si è anche volutamente allontanato... E poi Mancini, cosa combini: si può delegittimare così un tuo rigorista? "Forse la prossima volta cambieremo", dice Roby. Almeno i suoi calciatori, come Bonucci e Donnarumma, hanno ricordato, a differenza di tanti italioti, che se l'Italia ha vinto un europeo è anche grazie al rigore calciato meravigliosamente da Jorginho contro la Spagna in semifinale. Lo sbagliò contro l'Inghilterra in finale e ne ha sbagliati altri, certo, ma almeno lui sul dischetto ci va. Perché è un rigorista. In difficoltà, ma resta rigorista. Con coerenza, a differenza dei voltabandiera.

Vi proponiamo un parere in proposito dell'avvocato Mario Colella: "Leggo un sacco di critiche a Jorginho per la storia del rigore. Molte vengono da chi nella vita non solo non ne ha segnato uno ma al più ha fatto il raccattapalle. Bisogna ricordare che se l'Italia ha vinto gli Europei è grazie a Frello che fu determinante. Detto ciò, credo che l'eccessiva attenzione prodotta dalle vittorie, quelle col Chelsea prima ancora di quella italiana, nonché la candidatura per il pallone d'oro, hanno potuto togliere un po' di lucidità al ragazzo e mettere qualche peso di troppo. Che evidentemente non riesce a reggere, pur apparendo sempre molto sereno. Ci sta. Come ci sta anche un ridimensionamento, a questo punto, della sua statura di top player tra i massimi (resta un bravissimo centrocampista, eh). Forse parlare di pallone d'oro è stato eccessivo. E ci sono giocatori top player che gli sono superiori che nemmeno compaiono in quella classifica (per non fare ulteriormente incazzare i tifosi del Napoli, dico Koulibaly, per esempio). Ma chi sono i top indistruttibili che reggono ogni tensione? Ci sono, ci sono. Ma spesso sono robot, come CR7. Insomma gli eroi del calcio, cioè quei giocatori che siano top, anche umanamente, mi pare scarseggino. Ma questo, lo sapevamo già".


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Luca CirilloLuca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.
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