Napoli in vetrina, Prandelli sceglie

Lunedì sera sarà stato davanti alla tivù. Cesare Prandelli non può non aver ammirato il Napoli del San Paolo contro il Palermo.
Lunedì sera sarà stato davanti alla tivù. Cesare Prandelli non può non aver ammirato il Napoli del San Paolo contro il Palermo. Il ct sta pensando, ragionando, scegliendo. Del resto, a inizio stagione aveva detto che la squadra di Mazzarri aveva organico da quarto posto. Un segnale senza seguito, allora. Poi il suo faccione tranquillo lo avevamo visto ad Anfield Road, ad ammirare un grande Napoli per 75’. Lunedì non gli sarà sfuggito il ritorno ad altissimi livelli di Maggio, la prestazione maiuscola di Pazienza, la solidità di Cannavaro, il livello di qualità raggiunto da Dossena. È questo il modo, decisamente il migliore, che il Napoli usa per richiamare l’attenzione del ct. Prandelli osserva e ora deve scegliere: c’è tanta roba nel team di Mazzarri, che non si può ignorare. Il Maggio ritrovato è da nazionale, subito. Cannavaro e Dossena meritano una chance, Pazienza un premio. E da martedì sale il coro di ex giocatori, tecnici e manager che invocano gli azzurri di Mazzarri in nazionale. Il Napoli è terzo, unica italiana a sperare di andare avanti in Europa League. Qualcosa significherà pure. I numeri di Prandelli fin qui sono da brividi e, se non conoscessimo le qualità dell’allenatore e la sua serietà, si potrebbe parlare quasi di antipatia o di qualcosa di strano: in 6 partite con l’Italia Prandelli ha convocato la bellezza di 138 giocatori, di cui uno solo del Napoli, Quagliarella, (e per una sola partita, quella del 10 agosto con Costa d’Avorio), ceduto in seguito alla Juve. Poi, il nulla: altri 137 nomi e nemmeno un azzurro. Mai Cannavaro, Dossena, Maggio e neanche una speranzella per Pazienza, senza parlare delle giuste ambizioni di De Sanctis. Inevitabile, quindi: dopo Napoli-Palermo Prandelli deve scegliere e dare un segnale forte. La squadra di Mazzarri è in salute, il terzo posto senza nazionali è uno sberleffo, una stranezza da correggere. E presto. Il Napoli non è solo un tridente.
Fonte: Leggo






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