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Lettera aperta ai bambini italiani e bosniaci: la retorica dell'infanzia pallonara ha stancato


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Pubblicato nella sezione Nazionale
Lettera aperta ai bambini italiani e bosniaci: la retorica dell'infanzia pallonara ha stancato

Dopo la mancata qualificazione dell'Italia al Mondiale per la terza volta consecutiva, dobbiamo anche sorbirci la solita e stantia retorica sui bambini.


Italia eliminata per la terza volta consecutiva dal Mondiale e da ieri sera è ripartita la solita lagna sull'infanzia pallonara. "I nostri bambini non potranno vivere l'emozione di un Mondiale, non potranno gioire per le notti magiche", dicono tutti quasi come fossero caduti in un loop da malefico sortilegio.

La retorica sui bambini italiani che non vedranno un Mondiale ha stancato

Lo vogliamo capire o no che il calcio di un tempo non esiste più e che tanti bambini di oggi, soprattutto quelli italiani, spesso e volentieri si annoiano quando guardano le partite in scia alla passione dei genitori? Lo vogliamo capire che anche le scuole calcio risentono della crisi e che non ci sono gli iscritti di un tempo? Lo vogliamo capire che i bambini hanno tanti altri interessi e che non c'è solo il calcio? La retorica sulla felicità dei bambini ha stancato. Cosa dovrebbero dire i bambini bosniaci di oggi che per la prima volta vivranno le emozioni di un Mondiale? Per la Bosnia sarà la seconda partecipazione della loro storia. 


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Da Baggio, Maldini e Baresi alla mediocrità dilagante. Anomalia Gattuso

L'Italia, che un tempo non contava tantissimo nel tennis, oggi è all'avanguardia con tanti campioni, a partire dal fuoriclasse Sinner (ma dietro di lui ce ne sono tanti altri). E anche nell'atletica siamo migliorati tantissimo mentre in passato si partecipava alle competizioni nella consapevolezza di non avere grandissime possibilità e risorse. Nel calcio, invece, siamo passati dai Baggio, Totti, Pirlo, Del Piero, all'azzeramento del talento. Dei Paolo Maldini, dei Franco Baresi e dei Fabio Cannavaro nemmeno l'ombra. Solo Donnarumma è in scia a Buffon (anche se resta abbastanza lontano). Il destino beffardo sapete qual è? Avere come Ct il calciatore che dell'Italia campione del Mondo 2006 era il meno dotato tecnicamente. "Le palle, il veleno, fiutare il pericolo": pensavamo davvero che potesse bastare il Rino pensiero? Gattuso era un gladiatore, ma ora in campo non ci va più. Al massimo abbiamo un Cristante a cui votarci. 

Lettera aperta ai bambini italiani e bosniaci

Cari ragazzi italiani, non pensate al Mondiale, godetevi belle letture, coltivate la voglia di saperne di più, di impegnarvi per essere preparati e competenti, giocate a pallone ovunque, pretendete rispetto, evitate la trappola della scorciatoia, della faciloneria. Seguite anche altri sport, imparate ad amare il Mondiale anche senza l'Italia. Nel mentre siate felici per i bambini bosniaci (per loro non vale la retorica?) e pretendete la rinascita del calcio italiano, del talento, della tecnica, del merito. Del resto, che senso avrebbe avuto andare al Mondiale con una squadra simile? Pretendete, cari bambini, un'Italia preparata e capace di costruire il calcio del futuro, non un'Italia pallonara, ovvero bugiarda, caciarona e piena zeppa di approfittatori e avvelenatori.


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Luca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.
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