La "clausola napoletana" firmata da Spalletti che Gravina finge di ignorare
Luciano Spalletti ha già riposto gli stivali nell'armadio e ha tanta voglia di tornare in pista perché sarà pure stanco, ma l'Italia chiamò.

"Ccà nisciuno è fesso". Questa, col dono della sintesi, è la clausola firmata da Spalletti. D’altra parte uno che sostiene che il patteggiamento sia il più bel risultato per il calcio italiano, e poi aggiunge che bisogna tutelare il brand Juventus, dopo i fatti ben noti a tutti e le lievissime condanne subite dalla squadra difesa da Gravina, uno che si lascia sfuggire, forse apposta, il proprio allenatore senza pretendere il rispetto delle regole, del contratto, a pochi giorni da importanti partite europee, uno che lo destabilizza e non gli parla nemmeno a fronte di richiesta di chiarimento, uno che in barba ai contratti vuole assumere un tizio che assunto non potrà mai esserlo perché un contratto, firmato tra datore e professionista, non glielo consente, potrà mai essere il Presidente di una Federazione Italiana, qualunque essa sia?
Presidè (si fa per dire), vero pure che guadagni quasi quattrocento mila euro anno, ma c’è un detto che dice che cca nisciuno è fesso. Forse queste cose le puoi fare nella tua italietta, ma qui il livello è superiore. Poi, che fai, vuoi assumere uno che si è dichiarato stanco e affamato di stivali, terra e famiglia? A non essere fessi fessi a questo punto la situazione potrebbe essere la seguente: il Napoli vince il campionato, nel frattempo Gravina non va d’accordo con Mancini. Avvisa Spalletti, gli dice di utilizzare ogni sistema di persuasione nei confronti del Presidente del Napoli, nel mentre il CT che ha vinto l'Europeo e fallito la qualificazione al mondiale come il suo predecessore viene convinto a fare le valigie. Chi, però, dovrebbe dimettersi, non si dimette mai.
Senza avere ben presente una cosa importante, fondamentale e che, sin dai tempi meno recenti, sin da quella commistione di culture che nel corso degli anni si sono cosi bene consolidate attorno ad un golfo e ad una montagna che stanotte è bella e che, bella accussì, nun ll’aggio vista maje, quella cosa che qui, in quel di Napule che è mille culure, mille paure, che è a voce de' criature che saglie chianu chianu e tu sai ca' nun si sulo, quella cosa che sostiene che cca nisciuno è fesso. No, tu non lo sai. Presidè, mio Presidente azzurro Aurelio De Laurentiis, a lui ca nun chiagne e chiágnere dovrebbe, fallo chiagnere, fallo chiagnere, che gli fa bene.








Napoli-Lazio: 0-2, disastro azzurro! I commenti del post-partita
"1 agosto 1926", coro e testo. Auguri Napoli, sono 99
"Sono napoletano", coro e testo
Guarda tutti i video pubblicati su AreaNapoli.it
