Cavani è carico: "Farò volare anche l'Uruguay"

Diventare una sorta di eroe dei due mondi? Beh, dopo aver conquistato l'Europa a suon di gol, Edinson Cavani magari ci avrà anche fatto un pensierino in questa Coppa America.
Diventare una sorta di eroe dei due mondi? Beh, dopo aver conquistato l'Europa a suon di gol, Edinson Cavani magari ci avrà anche fatto un pensierino in quest'estate, anzi in quest'inverno sudamericano: la Coppa America, che per il Matador e l'Uruguay comincerà ufficialmente stanotte con la sfida con il Perù, è l'occasione d'oro per confermare sia i progressi personali sia il prestigio nazionale schizzato in orbita con la conquista del quarto posto al Mondiale sudafricano. Indicazioni per l'uso: "Nelle coppe internazionali non esistono favoriti". Come a dire che l'Uruguay ci crede. Eccolo, Cavani. Il solito Edy: affamato (di vittorie), tirato a lucido, gli occhi spiritati di chi sa perfettamente quanto valgano storie come questa. Competizioni come quella in corso in Argentina, la patria del compagno Lavezzi (sbattuto contro il muro della Bolivia), che lo ha simpaticamente stuzzicato a distanza ipotecando, virtualmente sia chiaro, la vittoria finale. Cavani, però, non vuol sentire ragioni. E neanche è minimamente impressionato dal grido di battaglia dell'Albiceleste o della Seleçao. Del resto, gli uruguayani annunciano ai quattro venti la discendenza dai Charrua, una tribù nativa particolarmente fiera e battagliera: "Alla lunga conteranno la solidità, la concentrazione e l'unità del gruppo - spiega Edinson -: saranno queste le qualità utili a individuare una favorita. Nella nostra squadra, ad esempio, capita anche che nei confronti del capitano, Diego Lugano, non ci si rivolga dandogli del «tu». Dice che usano «usted»: il «lei» italiano, per capirci. Ha una tale personalità". Ce l'ha anche Cavani, un carattere di ferro. E anche una lunga serie di credenziali conquistate sul campo: 26 gol in serie A e 7 in Europa League, con la maglia del Napoli, nella stagione appena conclusa. Un totale di 33 reti e una corsa al titolo di capocannoniere interrotta bruscamente a Lecce da un cartellino rosso (è arrivato secondo alle spalle di Totò Di Natale). Napoli e il Napoli, comunque, sono lontani. E oggi c'è soltanto la partita del Bicentenario di San Juan, capitale dell'omonima provincia, regione del Cuyo: la Celeste del maestro Tabarez scenderà in campo contro il Perù alle 19.15 locali (la mezzanotte e 15 minuti italiana), e a guidare l'attacco ci saranno proprio il Matador, Suarez e Forlan, il miglior giocatore del Mondiale sudafricano che, ieri, ha suonato il violino in onore dei suoi giovani colleghi di reparto. "È un privilegio giocare al fianco di compagni tanto bravi - ha detto il 32enne attaccante dell'Atletico dal ritiro di Mendoza -: Cavani e Suarez sono giovani ma hanno anche tanta esperienza. Siamo un bel gruppo". Un motivetto ripetuto anche da Edy, che ben conosce il ct del Perù, Sergio Markarian, uruguaiano di origini di armene: "So come prepara le sue squadre e dunque è ovvio pensare che daranno il massimo: noi, però, potremo essere la sorpresa. Giochiamo un calcio nuovo, ed è per questo che potremo stupire: rispetto al Mondiale siamo una Nazionale diversa". Edinson, invece, è sempre lo stesso. Instancabile maratoneta e cannoniere: "Voglio svariare lungo tutto il fronte offensivo". Come gli ha insegnato Mazzarri. "Non amo restare al centro dell'area, anzi: svarierò da destra a sinistra e viceversa, ripiegando anche a centrocampo e in difesa per aiutare i compagni, se necessario". Ma è Cavani o è Mazzarri? È il Matador, senza dubbio: "Mi fa piacere essere apprezzato per il mio spirito di sacrificio, ma non bisogna dimenticare che sono un attaccante: voglio segnare; voglio fare più gol possibile. Ma è chiaro che se dovrò giocare anche in questo modo, pagherò qualcosa negli ultimi metri". A Napoli non è accaduto. Oltre al trio d'attacco, Tabarez schiererà Muslera tra i pali; Rodriguez, Victorino, Lugano e Caceres in difesa; Perez, Arevalo Rios e il vecchio pallino del Napoli, Lodeiro, a centrocampo.
Fonte: Il Mattino






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