Belgio, clamoroso Vertonghen in Qatar: "Siamo sotto controllo, ho paura di parlare"
Jan Vertonghen ha espresso parole forti, in conferenza stampa, alla vigilia di Belgio-Canada.

Il Mondiale in Qatar sta raccogliendo parecchie critiche per come si sta svolgendo e, soprattutto, per le numerose censure sulla questione dei diritti umani, civili e della condizione dei lavoratori. Ancora più clamoroso sono le parole di Jan Vertonghen. Il centrale del Belgio ha risposto così alla domanda sulla rimozione della fascia da capitano con la scritta "One Love", alla vigilia della gara col Canada: "Se fai una dichiarazione ora su quella fascia da capitano, vale a punirti da solo. Ora ho paura di dire qualcosa. Non mi sento a mio agio a parlarne".
Ha, inoltre, evidenziato: "Ho il timore di dire qualcosa riguardo le questioni sulla fascia One Love perché ho paura mi venga preclusa la possibilità di giocare titolare la prossima gara (l'esordio col Canada; ndr). Questa è una cosa che non ho mai sperimentato nel mondo del calcio e non voglio mai più sperimentarla di nuovo, perché non è per niente una bella cosa. Siamo sotto controllo".
"Non mi piace fare dichiarazioni politiche. Siamo qui per giocare a calcio e, se non possiamo farlo a causa di fare una dichiarazione atta a dire cose normali come 'no' al razzismo e alla discriminazione, allora cosa? Cosa possiamo fare? In merito alla questione non voglio dire più niente. Credo di aver detto anche abbastanza, domani alle ore 22 (locali; ndr) voglio giocare".
La fascia "One Love" era stata creata per lanciare un messaggio a tutela di parte dei diritti umani bistrattati in Qatar.
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