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Beccantini: "La sentenza del 15 dicembre 1995 ha aperto l'Europa a tutti, Erasmus calcistico"

Roberto Beccantini ha commentato la clamorosa vittoria del Giappone contro la Germania: "Togliere il migliore in campo non è mai una grande idea".


Gaetano BrunettiGaetano BrunettiGiornalista

23/11/2022 21:19 - Nazionale
Beccantini: La sentenza del 15 dicembre 1995 ha aperto l'Europa a tutti, Erasmus calcistico
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Roberto Beccantini, storica firma del giornalismo sportivo italiano, ha commentato le partite "Mondiali" di oggi, attraverso i suoi canali social: "Diario mondiale, terza puntata. Dopo l’Argentina, la Germania (con la bocca tappata, per protesta contro la fifa della Fifa) : da 1-0 a 1-2. La storia, care lettrici e cari lettori, la storia. I giapponesi non sono forse quelli che, sordi agli ordini imperiali, continuarono a combattere la guerra, asserragliati nelle selve oscure delle loro isole, una guerra strapersa e strafinita? Ecco qua: sotto di un gol (rigore di Gundogan), in balia del palleggio di Musiala e di una superiorità mortificante, salvati dai tuffi di Gonda, graziati da tiratori stranamente generosi, hanno continuato a lottare, a giocare. Il loro comandante, Moriyasu, ha chiamato rinforzi e li ha azzeccati, Flick no. Togliere il migliore in campo, a meno che non sia lui a chiederlo o lo scarto a reggerne il peso, non è mai una grande idea: e Musiala lo era stato". 

"Fin qui, la storia. Da qui, la storia rovesciata. I luterani che, d’improvviso, fanno mercato di occasioni, cedono alle tentazioni della partita in pugno, lasciano praterie dietro a Kimmich e Gundogan, costringono Rudiger a rattoppi volanti e stremanti. Sino ai gol di Doan, su azione, e di Asano, su lancio lungo: che controllo in corsa, e che botta. Con la complicità, forse, dell’eroico Neuer. Non ci avevano abituato così".


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Inoltre, Beccantini, aggiunge: "La sentenza Bosman del 15 dicembre 1995 ha aperto l’Europa e poi il mondo a tutti, in una sorta di Erasmus calcistico che permette ai giapponesi, per esempio, di «studiare» in Germania. Che poi i procuratori, entrati pesciolini, ne siano usciti squali, è un’altra storia. Rimane il messaggio. Fatti non fummo a viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza. Basta applicarsi. E in un torneo corto come questo - nella fase a gironi, in particolare - molto può succedere. E’ successo. Con Messi, con Thomas Muller. «Avete tentato, avete fallito. Non importa. Tentate ancora, fallite ancora. Fallite meglio»: lo scrisse Samuel Beckett, pensatore irlandese. Meglio di così, il Giappone non poteva «fallire». Arigatò".


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Gaetano BrunettiGaetano Brunetti
Giornalista pubblicista dal 2012, da sempre amante del giornalismo, in passato ha collaborato tra l'altro con Cronache di Napoli ed Il Roma. Si definisce un reporter libero, on the road.

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