Zé Maria: "Grazie a Cristo giocavo senza dolori. Ho 'mangiato' la Bibbia in un mese e mezzo"

L'ex terzino ha rivelato a 1 Station Radio: "Pensavo al ritiro, la fede mi ha salvato la carriera quando gli infortuni non mi davano pace".
Zé Maria, ex esterno di Inter e Perugia, ha parlato quest'oggi a 1 Station Radio, durante 1 Football Club. "Cosa significa per me essere un 'atleta di Cristo'? Significa proclamare la fede in Gesù Cristo. Quando un uomo deposita la propria fede in Gesù per quel che ha fatto e lo esprime pubblicamente con le sue azioni, dimostra di essere credente e che crede nella parola di Gesù Cristo. Il calcio è un terreno di prova molto importante. Ci sono delle situazioni nelle quali devi mettere alla prova la tua fede ed il tuo autocontrollo. Per esempio, se dici di essere un cattolico, non puoi bestemmiare, ed in Italia capita spessissimo”, ha raccontato l'ex terzino.
L'ex calciatore ha poi aggiunto: "Come è cambiata la carriera vita dopo che Cristo è entrato nella tua vita? È cambiata tanto, è stata salvata. Sono diventato un credente appena arrivato a Perugia, dopo un infortunio che non mi dava pace e che mi stava anche facendo pensare di smettere col calcio.
La mia vita è cambiata dopo aver iniziato a pregare Cristo. Ho ricominciato a giocare senza dolori. Ho 'mangiato' la Bibbia in circa un mese e mezzo e, da lì, cambiato il mio comportamento. Sono arrivato in Italia da arrogante, poi sono cambiato ed ho capito che le cose importanti nella vita sono la famiglia e Dio, non le donne, i soldi e le macchine”.







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