Ziliani: "Situazione spaventosa sotto gli occhi di tutti, un disastro vero per il calcio italiano"
Paolo Ziliani ha messo in evidenza il crollo dei telespettatori per le prime partite di Serie A: "La situazione è sotto gli occhi di tutti, è spaventosa"

Il giornalista Paolo Ziliani, attraverso il suo profilo X, ha messo in evidenza i dati Auditel delle prime giornate del Campionato di Serie A: "I dati Auditel lo dimostrano: gli ascolti di DAZN sono dimezzati rispetto a due anni fa (e due anni fa le cose andavano già malissimo). In esclusiva assoluta: tutti i numeri che inchiodano la piattaforma streaming (e la Lega Serie A che l'ha scelta come partner) che si è impegnata a dare 700 milioni l'anno fino al 2029 ai club di A e invece ha fatto scappare tutti con una dissennata politica di raddoppio dei prezzi, di taglio dell'offerta e di abbassamento qualitativo del prodotto. Fino ad oggi nessuna partita, nemmeno della Juventus, ha toccato il milione di spettatori: è un disastro vero".
"Ho cominciato a fare il giornalista sportivo a 23 anni, due mesi mesi dopo essermi laureato in Psicologia all’Università di Padova, e da allora - era, ahimè, il 1977 - lo stipendio è come se me lo passasse ogni mese il gioco del pallone. Attorno al quale - e allo sport in generale - ho costruito la mia carriera professionale trasformando quella che era una passione giovanile in un lavoro (una fortuna che auguro a tutti) e verso il quale nutro quindi, da sempre, vera riconoscenza. Non provo quindi alcun piacere e alcuna soddisfazione a parlare della rovina cui il calcio italiano sta andando incontro; provo anzi rincrescimento e amarezza. Ma poiché il lavoro che ho scelto mi impone di dire la verità e di descrivere lo stato dei fatti per quello che è stando alla larga dalle veline di Palazzo che infestano ogni pertugio dell’informazione e accompagnando - quando mi è possibile - dati e numeri alle opinioni (direi meglio: dati e numeri che concorrono, essendo inoppugnabili, a formare le mie opinioni), la scelta che ho fatto da sempre è quella di non mentire mai ai lettori: specie quando gli argomenti trattati li interessano da vicino e toccano non solo le loro passioni, ma anche il loro portafogli. Com’è il caso del calcio in tv a pagamento, del caro-prezzi degli abbonamenti di DAZN, della narrazione della pirateria televisiva fatta dai capataz del calcio, del dibattuto tema degli ascolti televisivi".
"E dunque: la situazione che abbiamo sotto gli occhi, per chi abbia minimamente a cuore le sorti del movimento, è spaventosa. E tuttavia, anche se l’argomento è di vivo e preminente interesse per milioni di sportivi e di appassionati perché, come dicevo, va a toccare le loro passioni e i loro soldi, non c’è un giornale (e in Italia ce ne sono addirittura tre di specializzati: la Gazzetta dello Sport, il Corriere dello Sport e Tuttosport) e non c’è un media che abbia la dignità deontologica - stavo per scrivere: il coraggio - di dire alla gente le cose come stanno. C’è un conflitto di interessi talmente alto, spropositato e conclamato tra Palazzo del calcio, politica e media che la corretta informazione, una soglia minima di corretta informazione, va a farsi benedire. E su un tema come quello del calcio in tv, dei soldi delle tv che sono l’ossigeno dei club e che se venissero a mancare manderebbero l’intero movimento in cortocircuito - che poi è esattamente quel che sta accadendo -, tutti alzano cortine fumogene. Il re è nudo, lo vedono tutti ma è vietato dirlo".
"La situazione del calcio in tv, al via del quarto anno dell’era di DAZN partner numero 1 della Lega Serie A (e quel che è più preoccupante: al via del primo dei cinque anni previsti dal rinnovo di contratto che scadrà nel 2029 e per il quale la piattaforma si è impegnata a versare nelle casse dei club di A 700 milioni l’anno, mentre Sky per la co-esclusiva di tre partite ne versa 200), è drammatica. Oggi, in lettura libera per tutti, mi limiterò - tabelle e numeri alla mano - a dimostrare come la fuga degli abbonati abbia raggiunto ormai dimensioni spaventose: nei prossimi giorni, solo per gli abbonati, affonderò il coltello nella piaga, o meglio nelle tante piaghe che sempre più visibilmente stanno affiorando a deturpare il corpo, un tempo forte, robusto e sano, del movimento calcistico senza che nessuno lanci un SOS e intervenga. Abbiamo una manica di dirigenti (e di politici) che definire inetti è dire poco. Dal ministro dello sport al presidente del Coni, dal presidente FJGC ai mammasantissima della Lega per finire ai responsabili di DAZN su cui è meglio stendere un velo pietoso, e ai direttori dei giornali (idem): tutti insieme appassionatamente stanno portando il calcio italiano allo schianto, e però la loro unica preoccupazione è tenere il culo attaccato alla propria poltrona".
"Così, a dire le cose come stanno provo io. DAZN sta andando a picco. Gli abbonati (che la piattaforma non comunica) sono sempre meno e per darvi un’idea più precisa di quel che sta accadendo vi servo subito i numeri. Che sono pubblici, a disposizione di tutti. Ma che tutti preferiscono non guardare (e soprattutto non raccontare alla gente e non interpretare e commentare). E comincio dall’ultima giornata di Serie A disputatasi, la 3^ di questo nuovo campionato, quella che ricordate bene tutti le cui tre partite più importanti erano Juventus-Roma, Inter-Atalanta e Lazio-Milan. Vi spiego come sono andate le cose utilizzando i dati, ufficiali e incontestabili, dei rilevamenti Auditel su DAZN. Juventus-Roma è stata vista da 902 mila spettatori. Un anno fa la stessa partita su DAZN aveva avuto un milione e 582 mila spettatori (quasi 700 mila in più); due anni fa un milione e 461 mila. Se ne sono andati dunque tra il 40 e il 43 % di individui. L’Ad della Lega, De Siervo, dice che è colpa della co-esclusiva con Sky senza rendersi conto che, cosi dicendo, si dà due volte la zappa sui piedi (ma su questo risvolto grottesco tornerò domani con un’analisi più approfondita). Ma se è davvero colpa della co-esclusiva con Sky, vediamo allora come sono andate Lazio-Milan e Inter-Atalanta che erano invece esclusiva totale DAZN".
"Lazio-Milan è stata vista da 604 mila spettatori. Un anno fa la stessa partita era stata vista da un milione e 220 mila spettatori, qualcosa più del doppio; due anni fa da un milione e 392 mila individui, ancora di più. Sono cioè andati persi più del 50 % degli spettatori. Inter-Atalanta è stata vista da 818 mila spettatori. Un anno fa la stessa partita era stata vista da un milione a 184 mila spettatori; due anni fa da 536 mila spettatori, ascolto basso e unico dato in controtendenza tra quelli che Auditel fornisce (spiegazione probabile: era la penultima giornata del campionato vinto dal Napoli da mesi e l’interesse della gente era ormai ai minimi termini)".
"Il dato che più impressiona, dopo tre giornate di campionato, è che non c’è ancora stata una partita che abbia superato il milione di ascolti. La Juventus, che è da sempre, per distacco, la primatista in fatto di audience, solo due anni fa (campionato 2022-23) nelle prime tre giornate aveva fatto segnare i seguenti ascolti: Juventus-Sassuolo 1.013; Sampdoria-Juventus 1.312; Juventus-Roma 1.461. Sempre sopra il milione come si vede, anche per partite con squadra di bassa classifica come Sassuolo e Samp: e già parliamo di una stagione in cui gli ascolti di DAZN erano stati in calo rispetto alla stagione precedente e gravemente deficitari. Ebbene: già un anno fa nelle partite d’apertura con Udinese e Verona la Juventus era rimasta sotto il milione, superato solo con Juventus-Roma (1.582) curiosamente in calendario alla 3^ giornata proprio come quest’anno; mentre oggi il milione di teste non è mai stato raggiunto né col Como, né col Verona, né con la stessa Roma".
"Ma quel che vale per la Juve vale per ogni club. L’Inter, ad esempio, ha fatto registrare per Genoa-Inter 669 mila spettatori: un anno fa per la stessa partita furono un milione e 13 mila (due anni fa invece il Genoa era in B). Alla 2^ giornata Inter-Lecce ha avuto 366 mila spettatori; erano stati 472 mila un anno fa e addirittura più del doppio, 826 mila, due anni fa. Come l’Inter, anche il Milan ha perso in due anni la metà del suo seguito: Milan-Torino, che alla 1^ giornata ha avuto 462 mila spettatori, due anni fa ne aveva avuti più del doppio, 936 mila; e in quanto a Lazio-Milan di sette giorni fa, i 604 mila spettatori sono meno della metà dei 1.392 toccati nel 2022-23 e anche dei 1.220 dell’anno scorso (Parma-Milan giocata alla 2^ giornata non ha confronti: il Parma è una neo promossa)".
"Continuare col confronto dei dati è sparare sulla Croce Rossa. Napoli-Bologna, che quest’anno ha avuto 411 mila spettatori, due anni fa ne ebbe 881 mila, più del doppio. Roma-Empoli, che quest’anno ha avuto 223 mila spettatori, due anni fa ne aveva avuti quasi il triplo (644 mila), e così anche l’anno scorso (625 mila). L’Ad della Lega De Siervo, in una recente, imbarazzante intervista concessa al Mattino di Napoli, ha affermato che i bassi ascolti delle prime tre giornate di questo campionato si spiegano con i “ritardatari dell’abbonamento”: gli sportivi distratti che magari tifano Juventus o Roma ma si dimenticano che alla 3^ giornata c’è Juve-Roma e se ne ricordano solo il giorno dopo leggendo i giornali. Ridicolo, naturalmente. E in ogni caso: se i “ritardatari dell’abbonamento” esistono, saranno esistiti anche l’anno scorso e due anni fa, quando gli ascolti furono doppi: non crede dottor De Siervo?". Ha concluso Ziliani.
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