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Ziliani: "Lo presentarono come maestro, il predestinato: un'indecorosa pagliacciata"

Il giornalista Paolo Ziliani nel suo post su X ha messo in evidenza la parabola discendente di uno degli ex calciatori più forti e simbolici della Nazionale italiana.


Gaetano BrunettiGaetano BrunettiGiornalista

26/07/2025 13:43 - Interviste
Ziliani: Lo presentarono come maestro, il predestinato: un'indecorosa pagliacciata
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Il giornalista Paolo Ziliani, attraverso il suo profilo X, ha evidenziato: "Sic transit gloria mundi: il folle volo di Pirlo, novello Icaro, ieri Predestinato e oggi dimenticato. Doveva essere il Guardiola della Juve, è finito ad allenare in B in Arabia".

"Quando nell'estate 2020 Agnelli lo portò a sorpresa sulla panchina della Juve, i media scodinzolanti diedero vita all'Olimpiade del Panegirico presentando Andrea, che mai aveva allenato, come il Maestro, il Predestinato, il possessore della formula magica del Calcio Fluido: un'indecorosa pagliacciata che raccontai in un libro e che qui ripropongo. Lettura sconsigliata ai deboli di stomaco". Ha evidenziato il giornalista del Fatto Quotidiano.


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"La stagione 2020-21 fu una stagione speciale in casa Juventus: una stagione spartiacque. Fu l’ultima (avrebbe dovuto essere la penultima) giocata da Cristiano Ronaldo con la maglia bianconera; fu la prima (ma anche l’ultima) che vide Andrea Pirlo allenatore della Juventus; e dopo i 9 scudetti consecutivi vinti da Madama dal 2012 al 2020 fu la prima (di una serie che comincia a farsi inaspettatamente lunga) in cui la Juventus non arrivò a tagliare per prima il traguardo: finì quarta, e se non fosse stato per il gentile, immancabile cadeau arbitrale piovuto dal cielo alla penultima di campionato (leggi: rigore inventato Perisic-Cuadrado fischiato da Calvarese all’ultimo minuto di Juventus-Inter 3-2), Madama sarebbe arrivata quinta e la Champions e il Mondiale per club li avrebbe visti col cannocchiale. Questo in un mondo ideale: che non è quello della Serie A italiana meglio nota come il campionato col verme".

"Fu una stagione strana, quella, per la Juventus; e che qualcosa non andasse per il verso giusto lo si era capito fin dall’estate quando di colpo, dopo l’annuncio di Pirlo nuovo allenatore in sostituzione dello sgradito Sarri, era successa una cosa sorprendente: i media del Belpaese che avevano passato le ultime due stagioni a cantare ininterrottamente le gesta del Pelide Achille, pardon di Cristiano Ronaldo, all’improvviso, senza un motivo e senza una spiegazione apparenti avevano interrotto il concerto in onore dell’eroe portoghese per diventare gli aedi del Nuovo Eroe bianconero: per l’appunto Andrea Pirlo. Che senza aver mai allenato una squadra in vita sua si era ritrovato al centro di un’edizione straordinaria di peana a reti unificate trasmessa da giornali, tv e siti web uniti come un sol uomo nel raccontare al mondo che Pirlo, che mai si era seduto in panchina, era il più grande allenatore della storia del calcio. In base a cosa non era dato a sapere, ma questo era il messaggio che occorreva far passare e questo fu il messaggio che per tutta l’estate, e un pezzettino d’autunno (non di più: poi i risultati non lo resero più possibile), fu fatto passare…".


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Gaetano BrunettiGaetano Brunetti
Giornalista pubblicista dal 2012, da sempre amante del giornalismo, in passato ha collaborato tra l'altro con Cronache di Napoli ed Il Roma. Si definisce un reporter libero, on the road.
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