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Ziliani: "L'uomo che un giorno a Novantesimo osò parlare di Camorra e venne gambizzato"

Ziliani sul suo profilo X ha dedicato ampio spazio alla figura leggendaria di un grande giornalista sportivo napoletano scomparso: Luigi Necco.


Gaetano BrunettiGaetano BrunettiGiornalista

17/05/2025 15:39 - Interviste
Ziliani: L'uomo che un giorno a Novantesimo osò parlare di Camorra e venne gambizzato
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Paolo Ziliani, giornalista del Fatto Quotidiano, attraverso il suo profilo X, dedica ampio spazio alla figura di un grande giornalista partenopeo scomparso, Luigi Necco definendolo: "L'uomo che sussurrava al Pibe de Oro, che dissotterrò l'ascia di guerra contro i mezzibusti nordisti e che un giorno a Novantesimo osò parlare di Camorra e venne gambizzato".

"Se c'è stato un grande tra i grandi nel teatrino folle del programma di Paolo Valenti questi è stato Necco: sempre attorniato da un nugolo di tifosi vocianti per il (finto) dispetto di Valenti, cavalcò l'epopea maradoniana da autentico fuoriclasse televisivo con astuzia, ironia e leggerezza. Il suo grido di battaglia che mandava in bestia i colleghi  milanesi dello sport fu "Milano chiama, Napoli risponde" con saluto a mano aperta e dita sguainate a indicare i gol segnati dal Napoli".


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"(...) ecco era quello che alla chiamata in video dell’anfitrione Paolo Valenti rispondeva presentandosi attorniato da un nugolo di tifosi, in gran parte bambini, che a fine collegamento, al momento dei saluti, lo assalivano e letteralmente lo travolgevano gridando “Forza Napoli” in un mucchio selvaggio infernale rendendogli impossibile congedarsi con la compostezza e l’aplomb che contraddistingueva tutti gli altri mezzibusti storici, da Bubba a Barletti, da Gard a Castellotti".

"Necco, sciarpa rossa al collo, era quello che ai tempi belli di Maradona diede fuoco alle polveri dell’eterna sfida Nord-Sud cavalcando vittorie e trionfi del Napoli con l’arma della provocazione brandita all’indirizzo dei mezzibusti nordisti, in particolare quelli di Milano, Vasino e Vitanza, Lucchini e Zuccalà, sussiegosi e suscettibili, che visibilmente accusavano il colpo. Il suo grido di battaglia divenne “Milano chiama, Napoli risponde”; e quando il Napoli vinceva segnando 3 o magari 4 gol, il suo saluto ai colleghi milanesi veniva dato a mano aperta con l’indicazione del 3 o del 4 fatta con le dita sguainate. E poiché era di gran lunga, senza discussione, il mezzobusto più simpatico del bigoncio, Necco era quello che trafiggeva e entrava nel cuore di tutti, a cominciare da Maradona (...)". Ha concluso Ziliani.


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Gaetano BrunettiGaetano Brunetti
Giornalista pubblicista dal 2012, da sempre amante del giornalismo, in passato ha collaborato tra l'altro con Cronache di Napoli ed Il Roma. Si definisce un reporter libero, on the road.

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