Zenga: "Sono tifoso di due squadre. In Arabia non mi pagarono. Meret sottovalutato"
Walter Zenga, ex portiere, ha concesso una lunga intervista nella quale ha parlato di diversi argomenti calcistici.

Walter Zenga è stato uno dei portieri più forti della storia del calcio italiano. L'ex estremo difensore è intervenuto a ‘Champions Lounge’ - salottino di approfondimento calcistico in onda ogni giovedì sul canale Twitch commentando l’attualità del calcio italiano nei suoi temi più attuali e caldi. "Le bandiere nel calcio? Oggi l’Inter in rosa ha Federico Dimarco, che si è formato nel settore giovanile del club. Ma si tratta di uno dei pochi casi di calciatori che sono andati in prestito e poi tornati alla squadra che li ha lanciati e divenuti titolari. Tante cose sono cambiate, quale lo stesso rapporto fra calciatori e giornalisti. Prima l’intervista si faceva fuori dallo spogliatoio, e questo ora non esiste più. Io sono stato all’Inter sia nel settore giovanile che in prima squadra per un totale di 23 anni, era tutto differente. C’era più senso di appartenenza vero. La maglia non la baciavamo per scherzo. Ora si gioca per un anno in una squadra e non si esulta per rispetto… è facile ora prendere il cuore e dividerlo in spicchi a seconda di dove si giochi. Da ragazzo io andavo in Curva all’Inter e la seconda squadra di cui ero simpatizzante era la Sampdoria. Ho avuto la fortuna di giocare per entrambe. Meglio di così… Le proprietà di oggi non hanno conoscenza spesso del passato, infatti sono fuori dai club personaggi come i Totti, Del Piero, Maldini, De Rossi”.
Poi ha parlato dei portieri presenti in Serie A. “In assoluto mi piace Di Gregorio, rientra in un contesto di qualità assoluta. Maignan è stato un punto forte lo scorso anno insieme a Theo Hernandez e Rafa Leao. Ora sta andando meno bene, ma paga il discorso di negatività che c’è intorno al Milan. Anche a me è capitato all’Inter di non giocare bene quando intorno a me le cose non andavano nel verso giusto. Mi lasciavo andare dietro alle problematiche. Sommer lo comprerei sempre per rendimento. Magari non fa parate straordinarie, ma ti garantisce per tutto l’anno un rendimento oltre la sufficienza, da 6.5. Meret invece è fra i più sottovalutati: ha vinto uno scudetto e ora è in testa alla classifica. Contro il Milan ha fatto parate determinati ad esempio, ma anche contro il Lecce. Caprile è un portiere che a sua volta può essere titolare e ce ne sono molti altri di Italiani. La scuola di portieri nostrana è di alto livello. Comunque, fra questi oggi prenderei Di Gregorio perché giovane e con grandi margini di miglioramento, oltre che tecnicamente valido”.
Poi ancora: "Il caso Mancini in Arabia? Io ho allenato l’Al-Nassr nel 2010 - la squadra di CR7 oggi - e da giugno a dicembre perdemmo soltanto due partite, di cui una in amichevole contro la Juventus. Finirono per non pagarmi per sei mesi… Così quando ho visto Roberto Mancini in alcuni video discutere in tribuna, ho capito che non fosse più tollerato. Lì il calcio non è brutto, anzi. Gli stadi sono nuovi, belli, funzionali e sempre pieni ma c’è ancora quella non-pazienza. Prendono il migliore, come ad esempio accaduto con Mancini, per vincerle tutte. Se non accade, già è considerato un fallimento”.
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