Zeman: "Quell'odore lo sento ancora e non l'ho mai dimenticato"
L'ex allenatore boemo anche del Napoli, Zdenek Zeman, nella sua autobiografia "La bellezza non ha prezzo", ha raccontato diverse curiosità.

Zdenek Zeman, nella sua autobiografia "La bellezza non ha prezzo", ha fatto il punto sui momenti più significativi della sua carriera sul piano emozionale con parole da brividi: "Solo chi ha giocato sui campi sterrati, duri, di quel marrone chiaro perché non piove mai, sentendo nelle narici l’odore forte e acre della terra secca, bruciata dal sole, che si alza a ogni contrasto, ti si appiccica addosso e ti porti dietro anche dopo la doccia… Solo chi conosce quell’odore che è sinonimo di fatica, sacrifici ma anche di voglia di giocare e sogni da realizzare, poi riesce ad apprezzare fino in fondo il profumo inconfondibile e fresco dell’erba. Nonostante quasi quarant’anni d’erba, io quell’odore acre lo sento ancora in fondo al naso e non l’ho mai dimenticato, perché mi ha fatto crescere come allenatore e come uomo. E spesso, nei momenti amari, mi ha ricordato la vera essenza di questo sport. A chiunque piace essere al top, trovare una società super organizzata, ma io non ne ho mai fatto una condizione imprescindibile: ho sempre cercato prima di tutto un posto dove poter esprimere il mio calcio, le mie idee, i miei principi e i miei valori, facendo divertire la gente".
Poi ha aggiunto: "Ho avuto tutto e il suo contrario. Sono entrato in stadi da sogno, con panchine più comode del divano di casa, e in impianti con le panche in legno, due sedie di plastica ai lati e una rete di recinzione alle spalle a proteggerti dai tifosi indiavolati. Ho lavorato in centri sportivi all’avanguardia e su campi spelacchiati con spogliatoi dove funzionava una doccia su due e l’acqua era pure fredda. Ho sfruttato palestre con ogni macchinario e usato i gradoni degli spalti e i sacchi di sabbia sulle spalle".
Infine il passaggio chiave: "Ho fatto tanti ritiri in hotel a 5 stelle e altrettanti in alberghi Miramare dove la padrona era pure la cuoca. Sono stato assunto da presidenti in doppiopetto, accolti con tutti gli onori nell’alta finanza, e da poveri diavoli di periferia, con cravatte improbabili, abituati a trovare una soluzione all’ultimo minuto. Ho allenato campioni che guadagnavano miliardi e giovani a cui dovevo prestare i soldi per la benzina. Ho ammirato coreografie in curva da premio Oscar e tifosi con fumogeni fatti in casa... Ho visto tutto. E a volte sono stato meglio nelle situazioni arrangiate che in quelle apparentemente perfette, trovando nelle prime più seguito, umanità, voglia e disponibilità che nelle seconde. Ma dovunque mi sono portato dietro quell’odore dei campi in terra della mia Sicilia, dove tutto è cominciato..."
Parma-Napoli, il post partita di AreaNapoli.it: commenta con noi
Conte risolve i problemi che crea. Vorrei Klopp più di Fabregas. Vergara e Alisson, che futuro
Calderon, è lui il peggior acquisto del Napoli? Costò 7 miliardi. Ve lo ricordate?
"1 agosto 1926", coro e testo. Auguri Napoli, sono 99
"Sono napoletano", coro e testo
Guarda tutti i video pubblicati su AreaNapoli.it








