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Zeman: "Quell'odore lo sento ancora e non l'ho mai dimenticato"

L'ex allenatore boemo anche del Napoli, Zdenek Zeman, nella sua autobiografia "La bellezza non ha prezzo", ha raccontato diverse curiosità.


Francesco MannoFrancesco MannoGiornalista

14/01/2025 18:55 - Interviste
Zeman: Quell'odore lo sento ancora e non l'ho mai dimenticato
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Zdenek Zeman, nella sua autobiografia "La bellezza non ha prezzo", ha fatto il punto sui momenti più significativi della sua carriera sul piano emozionale con parole da brividi: "Solo chi ha giocato sui campi sterrati, duri, di quel marrone chiaro perché non piove mai, sentendo nelle narici l’odore forte e acre della terra secca, bruciata dal sole, che si alza a ogni contrasto, ti si appiccica addosso e ti porti dietro anche dopo la doccia…  Solo chi conosce quell’odore che è sinonimo di fatica, sacrifici ma anche di voglia di giocare e sogni da realizzare, poi riesce ad apprezzare fino in fondo il profumo inconfondibile e fresco dell’erba. Nonostante quasi quarant’anni d’erba, io quell’odore acre lo sento ancora in fondo al naso e non l’ho mai dimenticato, perché mi ha fatto crescere come allenatore e come uomo. E spesso, nei momenti amari, mi ha ricordato la vera essenza di questo sport. A chiunque piace essere al top, trovare una società super organizzata, ma io non ne ho mai fatto una condizione imprescindibile: ho sempre cercato prima di tutto un posto dove poter esprimere il mio calcio, le mie idee, i miei principi e i miei valori, facendo divertire la gente". 

Poi ha aggiunto: "Ho avuto tutto e il suo contrario. Sono entrato in stadi da sogno, con panchine più comode del divano di casa, e in impianti con le panche in legno, due sedie di plastica ai lati e una rete di recinzione alle spalle a proteggerti dai tifosi indiavolati. Ho lavorato in centri sportivi all’avanguardia e su campi spelacchiati con spogliatoi dove funzionava una doccia su due e l’acqua era pure fredda. Ho sfruttato palestre con ogni macchinario e usato i gradoni degli spalti e i sacchi di sabbia sulle spalle". 


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Infine il passaggio chiave: "Ho fatto tanti ritiri in hotel a 5 stelle e altrettanti in alberghi Miramare dove la padrona era pure la cuoca. Sono stato assunto da presidenti in doppiopetto, accolti con tutti gli onori nell’alta finanza, e da poveri diavoli di periferia, con cravatte improbabili, abituati a trovare una soluzione all’ultimo minuto.  Ho allenato campioni che guadagnavano miliardi e giovani a cui dovevo prestare i soldi per la benzina.  Ho ammirato coreografie in curva da premio Oscar e tifosi con fumogeni fatti in casa...  Ho visto tutto. E a volte sono stato meglio nelle situazioni arrangiate che in quelle apparentemente perfette, trovando nelle prime più seguito, umanità, voglia e disponibilità che nelle seconde. Ma dovunque mi sono portato dietro quell’odore dei campi in terra della mia Sicilia, dove tutto è cominciato..."


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Francesco MannoFrancesco Manno
Giornalista pubblicista dal 2006, è laureato in scienze della comunicazione. Ha vinto l'Oscar Campano per la sua professionalità. Ha inoltre condotto e diretto diversi programmi radio e TV.
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