Zazzaroni punge Allegri: "Non piange, è un aziendalista: in Italia questo è difetto e lo paga"

Il direttore del Corriere dello Sport analizza il momento e il profilo del tecnico del Napoli. La riflessione sulla gestione della pressione e sui rapporti con la stampa.
Il dibattito attorno alla figura di Massimiliano Allegri continua a dividere gli addetti ai lavori e i tifosi. Sull'argomento è intervenuto in maniera schietta e senza peli sulla lingua Ivan Zazzaroni, direttore del 'Corriere dello Sport', tratteggiando il ritratto dell'allenatore del Napoli.
Zazzaroni su Allegri: "In Italia non piangere è un limite"
Secondo Zazzaroni, il principale "limite" del tecnico risiede paradossalmente in uno dei suoi più grandi punti di forza professionali: la tendenza a non cercare scuse e a tutelare sempre le scelte societarie, anche a costo di attrarre su di sé tutte le critiche. "Per me essere aziendalista è un difetto. È il difetto di Allegri. Fare l’aziendalista non paga. Non ha pagato lo scorso anno al Milan: voleva un attaccante, un centrocampista e un difensore e non glieli hanno presi. Inizialmente voleva Akanji e non ha avuto questi giocatori”.
I due colpi mancati dal Napoli e chiesti di Allegri
Spostandosi rapporto con lo staff mercato, Zazzaroni ha poi aggiunto: "Al Napoli gli avevano detto che sarebbero arrivati due acquisti: sono arrivati? Gabriel Jesus non l’hanno preso perché la lista era completa, l’ha confermato anche Manna. Dietro gli serviva un difensore centrale e non l’hanno preso. Hanno acquistato Favasuli, che ha un pregio rispetto agli altri: ha energia, freschezza, fame”.








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