Zazzaroni: "Mi sono confrontato con Calzona, mi hanno colpito molto tre aspetti"

Ivan Zazzaroni ha parlato di Francesco Calzona: "Non riesco ancora a chiamarlo Ciccio perché anche la confidenza ha i suoi tempi".
Il Napoli questa sera sarà di scena Barcellona per il ritorno degli ottavi di Champions League, match di fondamentale importanza. Ivan Zazzaroni, giornalista, ha detto la sua su Francesco Calzona, sulle pagine del Corriere dello Sport: "Ho avuto modo di confrontarmi con Calzona e devo dire che ne ho percepito immediatamente l’intelligenza, la competenza e la sensibilità umana. Non riesco ancora a chiamarlo Ciccio perché anche la confidenza ha i suoi tempi".
Poi svela: "Un giorno disse una cosa che mi colpì, una cosa davvero insolita, relativa al primo e unico anno in cui ha fatto parte del Napoli di Spalletti, pur non lavorando mai sul campo. «Mi sono detto: già che ci sono, lo studio da fuori. Quell’anno non l’ho buttato, anzi, lo considero di notevolissima importanza per la mia formazione. Sono riuscito a sfruttare al meglio un periodo di semi-disoccupazione. E mi sono reso conto che Spalletti possiede una qualità rara: al di là delle eccezionali capacità sul campo, riesce a adattarsi a ogni situazione e allena tutti, dal centravanti all’ultimo degli impiegati». Mi soffermo su Calzona perché è la più sorprendente anomalia di questa stagione: dopo quindici anni da vice di tanti e la recente, brillante esperienza slovacca, siede sulla panchina del Napoli per disgrazia ricevuta: per questo sono convinto che quando diresse il primo allenamento a Castel Volturno si chiese «ma dove sono finito?, e come stanno messi?»", conclude Zazzaroni.






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