Zazzaroni: "Anguissa come Osimhen. Il problema è troppo serio, non si può andare avanti così"

In un post su Instagram il giornalista sportivo Ivan Zazzaroni si è dedicato ad una lunga riflessione sul problema della pausa nazionali.
Tre pause nazionali nel giro di due mesi sono davvero una disgrazia per i club in un momento fondamentale della stagione. Anche l'ultima in ordine di tempo ha mietuto tante vittime a livello di infortunati. Tra le squadre più danneggiate c'è sicuramente il Napoli.
Zazzaroni tuona: "C'è in ballo la salute dei calciatori"
In un post su Instagram, Ivan Zazzaroni si è lasciato andare ad una lunga riflessione: "Il problema è sempre più serio e comunque troppo serio per non essere affrontato da chi di dovere. Già, ma chi sente il dovere di intervenire? Con i calendari intasati da Fifa e Uefa, con l’aumento sconsiderato degli impegni (maledetto Mondiale per club e pallosa Nations League) le soste delle nazionali mietono troppe vittime e non c’è indennizzo che tenga. Non si può ricondurre tutto al denaro, al danno finanziario procurato ai club: in ballo ci sono la salute dei calciatori e, perché no?, la regolarità dei campionati".
Anguissa e Osimhen nella lista delle vittime della pausa nazionali
"Prendete la sosta che sta per concludersi: sono caduti sul campo d’allenamento, o in partita, Anguissa del Napoli, Cambiaghi e Holm del Bologna, Diao del Como, Vlahovic della Juventus, Dumfries dell’Inter, Ilic del Toro, ma anche Osimhen del Galatasaray, Sudakov del Benfica e altri. Questo significa che nelle fasi più importanti della stagione, tra tornei nazionali e coppe internazionali, molte società sono state private di elementi importanti registrando un penalizzante impoverimento di natura tecnica. Come abbiamo ricordato, già una trentina di anni fa Sergio Cragnotti pose la questione che in seguito è stata più volte ripresa da Aurelio De Laurentiis, l’ultima pochi giorni fa" ha continuato il direttore del Corriere dello Sport.
"Dalla prossima stagione le soste autunnali saranno ridotte da tre a due (più lunga la seconda) ma questa modifica non può essere considerata risolutiva. Il guaio è che i calciatori non fanno nulla per proteggere sé stessi e il futuro del loro sport e qualche allenatore ci mette solo la faccia, non andando mai oltre le parole. I presidenti si lamentano a cose fatte. Curiosamente il calcio aspetta di subire il danno e non attua la prevenzione. Restando così le cose, lo spettacolo perderà progressivamente appeal: per stanchezza dei protagonisti, per infortuni e per motivi riconducibili alla gestione delle risorse e insomma non si può più stare a guardare la moltiplicazione delle gare e delle rotture (in tutti i sensi)" ha concluso Zazzaroni sempre sui social.






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