Zaccone: "Selvaggia Lucarelli su Napoli? Un incontro tra un neurone di Lombroso, Salvini e Feltri"

Il noto giornalista ha risposto a muso duro alla blogger che in questi giorni ha scritto un articolo vergognoso nei confronti della città di Napoli.
Maurizio Zaccone, giornalista, in merito alla polemica relativa alle parole di Selvaggia Lucarelli (clicca qui per leggere), scrive: "La passione di Selvaggia per Napoli è cosa risaputa e antica ed il suo ultimo articolo per Il Fatto Quotidiano è l’ennesimo atto d’amore. Nonostante innegabili doti di scrittura non riesce a frenare il suo sentimento antipartenopeo in nessuna maniera. La sua lettura del popolo napoletano è un incontro seducente tra un neurone di Lombroso, uno di Salvini ed uno di Feltri avvolti in una prima pagina di “Libero” (che è tra l’altro il prestigioso quotidiano che l’ha lanciata nel giornalismo). Riuscì a sintetizzarlo meglio un po’ di tempo fa in un suo post:
“Hanno un campanilismo estremo, talvolta accecante, e una presunta superiorità culturale che li porta spesso a difendere l'indifendibile e il criticabile, da Gigi D'Alessio alla monnezza per strada”. La “difesa” della monnezza davvero ci mancava. Con il solito consiglio, tipico di chi davvero ha “presunta superiorità culturale”: “se volete che le cose cambino dalle vostre parti, i primi a cambiare dovete essere voi. Basta vittimismo, che di cose da risolvere ne avete un bel po’”. La colpa dei napoletani per lei è sempre la stessa: offendersi, risentirsi; di qualunque cosa accada. Ovviamente una colpa mai esaminata nelle sue ragioni del caso, ma a prescindere. Quel risentimento concesso magari a lei quando il fidanzato juventino soffriva in casa per la débâcle della Juventus in Champions e lei twittò:
“Qualche coglione napoletano festeggia la sconfitta della Juve”. I napoletani sono stati colpevoli di aver voluto la cittadinanza onoraria di Maradona, di aver chiesto i funerali di Pino Daniele a Napoli, di aver festeggiato la sconfitta della Juventus e di aver avuto qualcosa da ridire nelle “rarissime” volte che il nome di Napoli è stato tirato in ballo, diciamo, a caso. In fondo non è quasi mai successo effettivamente. Ma chiunque creda in un giudizio viziato da un pregiudizio si ricordi sempre, e lei l’ha ricordato a noi, che non è vero niente: ha persino un’amica di Avellino. Ed immagino la tratti anche come una persona normale, come tutti gli altri, senza farla sentire diversa. Perciò diamoci una smossa e rimbocchiamoci le maniche.
Uniamoci al “Movimento Facciamo Schifo” che tanti proseliti in patria sta annoverando. Ammettiamo le “nostre” colpe (anche se non c’entriamo nulla) e smettiamo di bearci con un passato ed una storia che non servono a nulla. E’ vero, in altre città con uno sputo di storia ci campano turisticamente tutto l’anno e nell’orgoglio tutta la vita, ma a noi non è concesso.
E condividiamo in massa i post di Selvaggia, aiutandola a diffondere il verbo. Io sono tra i bannati pur non avendo mai commentato, a mia memoria, un suo post (colpevole però di averlo fatto sulla MIA pagina personale) ma so di condividere questo ammonimento con tanti. Forse un giorno ci sarà data la possibilità di redimerci. Ma si diano da fare intanto gli altri. Cruciani, Feltri, Lucarelli e Bargiggia sono pochi; servono rinforzi per zittire questi insopportabili napoletani.
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“A Napoli l'orgoglio, appannaggio del dominatore, non è mai considerato legittimo, ma sempre soltanto ridicolo (Elena Croce)”.








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