Zaccone: "Insigne? Il fratello non va considerato! Lozano non è un robot, il problema tattico..."

E' un momento delicato per il Napoli, ne abbiamo parlato con il giornalista Maurizio Zaccone che ha analizzato il caso Insigne e gli aspetti tattici.
Maurizio Zaccone, giornalista, ai microfoni di AreaNapoli.it ha fatto il punto sul momento del Napoli dopo il mezzo passo falso in Champions contro il Genk e alla vigilia del match di Torino in programma domenica alle 18 allo Stadio Olimpico Grande Torino. Queste le sua parole: "Caso Insigne, qual è la verità? Credo che, qualsiasi cosa sia successa, non sia particolarmente eclatante e faccia parte di quelle dinamiche naturali in qualsiasi spogliatoio. Insigne ha già dimostrato di essere legato al Napoli e di voler fare la sua carriera qui. Eventuali intemperanze o malumori devono essere gestiti all’interno; e a farlo c’è Ancelotti che qualche referenza nella gestione dei grandi atleti ce l’ha. Pertanto sono sicuro che si troverà la sintesi migliore per la squadra. Non ho voglia di preoccuparmi, voglio fidarmi di chi è preposto a mantenere integro il gruppo e a tutelare il ‘patrimonio’ tecnico".
Il tuo parere sul post del fratello di Lorenzo che ha aspramente criticato il mister
"Getta benzina sul fuoco, ma non va considerato. E’ la reazione a caldo di un ragazzo coinvolto che ha visto il fratello in tribuna. Saprà di più senz’altro ma qualsiasi cosa sia successa, magari è già rientrata o comunque equilibratamente gestita. Non mi interessa spiare dal buco della serratura per sapere i retroscena; mi interessa il bene della squadra ed è interesse di tutti lavorare in tal senso".
Ti aspettavi questo inizio di stagione altalenante da parte del Napoli?
"Lo potevo solo temere, ma non aspettarmelo. E’ il prolungamento della stagione passata. Serve trovare la quadra velocemente ed adottare ricette non prospettiche ma funzionali nell’immediato. Servono punti in campionato; un filotto vincente superiore alle 4 vittorie consecutive (oltre le quali con Ancelotti ancora non siamo riusciti ad andare dall'anno scorso) cambia davvero tutto. E' presto per ogni tipo di giudizio, ma se recuperi subito cambia anche il morale. Bisogna lottare per vincere partita per partita e tirare le somme a "cicli" non ogni giorno. Mi ripeto, serve filotto di almeno 5/6 vittorie e poi guardiamo la classifica".
Quali sono i reali obiettivi stagionali?
"Ad oggi per me restano gli stessi. Provare a vincere il campionato per primo e proseguire il cammino champions oltre gli ottavi. Ovviamente anche la Coppa Italia va onorata".
Lozano è il calciatore più pagato della storia del club, circa 40 milioni. Al momento fa fatica ad esprimersi: quali i motivi?
"Sono ragazzi, non robot. La storia è piena di campioni che non sono riusciti ad esprimersi in dei contesti salvo esplodere in altri. Lozano è talentuoso, ha doti, è innegabile. Il lavoro suo e dello staff è quello di garantirgli le condizioni migliori per esprimersi. Anche in questo caso c’è da aspettare per una valutazione attendibile, e c’è da lavorare per collocarlo in campo nella posizione a lui più funzionale".
C’è nel Napoli un problema di natura tattica?
"Sembra di sì. Forse il gruppo non è pronto a cambiamenti continui di moduli e posizioni, forse ha bisogno di sicurezze e tattiche definite. O forse no, forse è solo questione di tempo, che però, se vuoi ambire a certi obiettivi, non c’è. Sarri il primo anno cambiò credo tattico dopo 3 partite su diktat del presidente; Mertens centravanti fu un’idea casuale che stupì lo stesso Mertens. Il calcio a volte è strano. Io sono certo solo che la rosa è forte e che può esprimersi meglio. Qualche prestazione vincente e convincente potrebbe già farci dimenticare rapidamente questo periodo d’appannamento. Cominciando già da domenica".








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