Zaccone: "Il caso Juventus spero travolga anche i principali complici di questo scempio"

Il giornalista partenopeo contro "quelli che contro ogni evidenza hanno magnificato le imprese dei bianconeri, le operazioni contabili surreali e via discorrendo".
Maurizio Zaccone, giornalista e scrittore, ha pubblicato un post sui suoi canali social per fare il punto sul caso Juventus e sul racconto di tale vicenda parte della stampa italiana. Queste le sue parole: "La parte più bella dei negaziogiornalisti, ormai incapaci di nascondere la polvere sotto il tappeto da quando ormai è il tappeto ad essere sommerso dalla polvere, è il richiamo all’equilibrio. Quelle voci che ci hanno raccontato della bontà contabile delle operazioni, della “juventinità”, di Re Mida sceso in terra fino a far passare la fuga di notte con possibile arresto per un semplice cambio di testimone in virtù di “una nuova era”, adesso predicano calma, riflessione, chiedono di non giungere a conclusioni affrettate". La parte più esilarante è che nessuno si è stupito di quello che sta uscendo; si attendeva solo il “quando”.
Poi ha aggiunto: "La sorpresa, se c’è stata, è solo per i narratori di favole. Che però sono garantisti e chiedono semplicemente di aspettare primo grado, appello, cassazione, corte europea e giudizio divino prima di scrivere una riga. Perché, così disabituati a raccontare quel che succede poiché impegnati a rispettare la sceneggiatura scritta, dimenticano che il loro mestiere è proprio quello di dare le notizie. E anche commentarle. Le sentenze lo sanno già tutti che le scrivono i Tribunali, ma i fatti acclarati devono essere posti a conoscenza di tutti, sia per i riflessi possibili nella giustizia sportiva (diversa da quella ordinaria), sia per il giudizio “morale”, che pure avrebbe il suo peso".
"Con il vostro criterio si dovrebbe cominciare adesso a parlare di Calciopoli, vista l’interminabile sequela di ricorsi (falliti) opposti dalla vecchia Signora. Ma il vero processo se lo dovrebbero fare, da soli, questi cantastorie. Quelli che contro ogni evidenza hanno magnificato le imprese dei bianconeri, le operazioni contabili surreali, la protervia, le contraddizioni, gli arbitraggi opachi, le evidenti compiacenze ai limiti dei club satellite, l’”effetto Ronaldo” sul calcio italiano, le magliette salvifiche dei bilanci e chi più ne ha più ne metta".
"Alcuni di voi, subdorando il pericolo, provano a prendere piccole distanze. I più stoici, resistono. Semmai ci sarà la tempesta, prima ancora dei vertici del calcio italiano, prima ancora della Juventus e dei suoi club sodali, l’augurio è che travolga voi, principali complici di questo scempio, ai quali era affidato il compito di vigilanza più serio, superiore a quello degli organi ufficiali, e che avete beatamente buttato nel ce**o alla ricerca di una copia venduta in più e di un briciolo di compiacenza del padrone, diventando i primi artefici della disfatta del calcio italiano. E della nobile professione del giornalismo, ovviamente".








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