Vignola: "Giocava con un naturalezza mostruosa. Il primo tra gli umani dopo Maradona"
In un'intervista a La Gazzetta dello Sport, l'ex centrocampista Beniamino Vignola ha parlato di una leggenda del calcio mondiale.

Intervistato in esclusiva da La Gazzetta dello Sport, Beniamino Vignola ha raccontato un aneddoto relativo ai tempi dell'Avellino: "Un giorno vado in sede e busso all’ufficio di Antonio Sibilia, il presidente padre-padrone, un signore possente, di taglia antica".
"Gli chiedo un ritocco all’ingaggio, insomma sono lì per discutere di una questione economica e lui, appena apro bocca, parte con un ceffone. Aveva mani gigantesche. Comunque lo schivo e mi prende solo di striscio. Quella volta minacciai di andarmene via da Avellino. Poi per fortuna sono rimasto tre anni e sono diventato il suo pupillo. Ogni campionato lottavamo con i denti per la salvezza, si sputava sangue: sono stati anni di formazione fondamentale per la mia carriera" ha aggiunto l'ex centrocampista degli anni ottanta.
Poi sul più forte calciatore mai affrontato: "Facile: Maradona. Veniva da un’altra galassia. Il primo tra gli umani era Platini, faceva cose con una naturalezza mostruosa. La domenica arrivava allo stadio con le scarpe nuove, ancora dentro la confezione. Noi gli dicevamo: Michel, ma non le provi prima, non le bagni, non gli dai la forma? E lui con quel sorriso ironico: non sono importanti le scarpe, ma il piede che c’è dentro. Aveva ragione lui, certo".
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