Vialli: "Ho paura di morire, ma la malattia non è solo sofferenza"

Il settimanale 'Oggi' ha pubblicato un estratto della toccante intervista del capo delegazione dell'Italia con Alessandro Cattelan durante il suo format.
Gianluca Vialli, ex calciatore, oggi capo delegazione della Nazionale italiana campione d'Europa, è tornato a parlare del cancro con il quale sta combattendo ormai da tempo. Lo ha fatto in occasione di "Una semplice domanda", il docu-show di sei puntate in onda su Netflix dal 18 marzo nel quale Alessandro Cattelan parla con personaggi del mondo dello sport e dello spettacolo per ripercorrere momenti felici e difficili. Tra questi anche Roberto Baggio, ex numero 10 dell'Italia e di diverse squadre di Serie A, tra cui la Fiorentina e Bologna.
"Oggi", in edicola da giovedì 10 marzo, ha fornito un'anticipazione dell'intervista a Vialli: "Io ho paura di morire, eh. Non so quando si spegnerà la luce che cosa ci sarà dall'altra parte, ma in un certo senso sono anche eccitato dal poterlo scoprire - ha detto Vialli - Però mi rendo anche conto che il concetto della morte serve per capire e apprezzare la vita. L'ansia di non poter portare a termine tutte le cose che voglio fare, il fatto di essere super eccitato da tutti i progetti che ho è una cosa per cui mi sento molto fortunato".
Poi ha aggiunto: "La malattia non è esclusivamente sofferenza: ci sono momenti bellissimi. La vita - e non l'ho detto io ma lo condivido in pieno - è fatta per il 20 per cento da quello che ti succede, ma per l'80 per cento dal modo in cui tu reagisci a quello che accade. E la malattia ti può insegnare molto di come sei fatto, essere anche un'opportunità. Non dico al punto di essere grato nei confronti del cancro, eh...".








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