Vettosi: "Lazio, Roma, Fiorentina e Parma gonfiarono bilanci, inventammo una cosa incredibile"

L'esperto di finanza nel calcio ha parlato del caso dei quattro club di massima serie che negli anni duemila gonfiarono i bilanci.
Fabrizio Vettosi, analista finanziario del Corriere dello Sport, ha rilasciato un'intervista ai microfoni di "Un calcio alla Radio", attraverso le frequenze di Radio Napoli Centrale: "Il calcio è autoreferenziale. La problematica delle plusvalenze è emersa nel 2002 quando Lazio, Roma, Fiorentina e Parma gonfiarono i bilanci e fu fatto un decreto che si chiamava impropriamente ‘spalma debiti’. In base a quel decreto fummo capaci di inventarci una cosa incredibile: le aziende avevano un maggior valore dei calciatori, una norma consentiva questo valore acclarato da una perizia di un terzo indipendente, di spalmarlo in 10 anni inventandoci una regola che permettesse che le perdite diventassero attivi spalmati in 10 anni".
Inoltre, Vettosi, ha aggiunto: "Successivamente ci è stato consentito di spalmarli in 5 anni. Abbiamo una norma che, già in passato, ha cercato di salvare il calcio con un decreto palesemente irrazionale. Qualche tifoso del Napoli, anni fa, mi diceva di guardare alla Juventus come modello e come stile. Il tifoso del Napoli è così masochista che riesce a condividere dei valori con la Juventus".
"Finalmente qualcuno capirà che il problema del calcio non sono i ricavi, perché il calcio italiano più di questo non può fatturare, ma sono i costi e anche quanto detto da De Laurentiis, cioè che non servono le norme, ma il controllore che fa rispettare le norme. Servono controllori indipendenti ed efficienti che, fino ad oggi, non ci sono stati". Ha concluso Vettosi.








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