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Verdone: "Feci uno scherzo terribile ai miei genitori. Mio zio come un guappo napoletano"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Verdone: Feci uno scherzo terribile ai miei genitori. Mio zio come un guappo napoletano
© foto di Image Photo Agency

Il noto regista Carlo Verdone ha raccontato dettagli anche inediti sulla sua vita in una intervista rilasciata al Corriere della Sera.


Carlo Verdone, noto attore e regista, nel corso di una intervista al Corriere della Sera, ha parlato anche della mamma Rossana Schiavina, figlia del direttore dei Monopoli dei tabacchi, famiglia socialista. Queste le sue parole: "Era tosta ma con delle fragilità. Soffrì di attacchi di panico, che ereditai. Cominciarono nel 1978, dopo il debutto in tv con No Stop, e la gente mi riconosceva per strada. Facevo ridere ma non mi ritenevo adeguato per il mondo dello spettacolo".


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Verdone deve a lei il suo debutto in teatro: "Nel 1977 debuttai con Tali e quali. All’epoca andava il teatro off, Carmelo Bene, Memè Perlini. Mi venne un attacco di panico, volevo far saltare lo spettacolo. Mamma prese la borsa con gli oggetti dei miei personaggi, e me la mise in mano, mi diede le chiavi della macchina, mi spinse verso la porta e disse: vai fregnone, che un giorno mi ringrazierai. Mi prese per un orecchio come si fa con i bambini che non vogliono andare a scuola. Fu un grande successo".


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Ancora sulla mamma: "Bombardavo la casa di dischi rock. Mamma diceva: ma come fai a sentire questa musica? Una volta alla settimana la accompagnavo a saldare le spese, ricordo un negoziante ebreo pieno di tic. Mamma mi stimolava a osservare, da lì sono nati i miei personaggi. Andavamo al cimitero, lei sapeva le storie delle famiglie con le tombe vicino a quella dei suoi genitori".

Sullo scherzo: "Feci uno scherzo terribile. Annacquai la conserva come fosse sangue, aprii i cassetti, rovesciai il tavolino. Misi la casa sottosopra simulando un furto. Quando i miei tornando dall’Opera aprirono la porta ebbero quasi un mancamento. Ci fu un silenzio catatonico. Uscii fuori e urlai: 'È uno scherzo'. Papà mi rincorse agitando la cinta dei pantaloni".

Sulla sua vita: "Da piccolo se papà era fuori mi infilavo nel loro lettone, a mamma facevo un sacco di domande sulla guerra. Per un periodo si trasferì da noi suo fratello, zio Gastone, un playboy, una specie di guappo napoletano. Quando se ne andò papà fece festa. Poi c’era zia Lina, che zia non era; un’elegante signora di Vicenza circondata da un grande mistero. Mamma mi diceva che era stata dama di compagnia di nonna Fernanda. Ma la leggenda diceva che fosse più amica di suo marito, nonno Aldo…".


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Francesco Manno
Giornalista pubblicista dal 2006, è laureato in scienze della comunicazione. Ha vinto l'Oscar Campano per la sua professionalità. Ha inoltre condotto e diretto diversi programmi radio e TV.
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