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Verdone e il ricordo della madre: "Mi prese per il collo e mi spinse fino alla porta, mi cambiò la vita"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Verdone e il ricordo della madre: Mi prese per il collo e mi spinse fino alla porta, mi cambiò la vita

Carlo Verdone, attore e regista, ha ricordato sua madre Rossana Schiavina, professoressa di Lettere che nel 1949 sposò suo padre Mario Verdone.


Oggi 8 maggio 2022 è la festa della Mamma. Carlo Verdone, attore e regista, ha ricordato la sua: "Questa donna è mia madre Rossana: se ne è andata nel 1984 lasciandomi e lasciandoci nel vuoto più desolante. Perché pubblico il suo volto? Perché ultimamente ho conosciuto, anche nella nostra pagina, tanti suoi ex allievi. Tutti la ricordano con vero affetto e a loro soprattutto voglio inviare questa foto polaroid che ci scattò mio fratello Luca nel terrazzo della casa sopra i portici. Ogni giorno dedico un pensiero a questa madre unica, amorevole, spiritosa alla quale devo tutto. Tutto. Il giorno del mio debutto al Teatro Alberichino di Roma non volevo presentarmi alla prima, avevo paura di essere inadeguato e troppo emotivo". 


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"Avevo paura di dimenticare le battute dei monologhi, ero convinto di non avere il talento necessario per stare su un piccolo palcoscenico con i critici davanti. Alle 18,00 entrai in camera di mia madre e le dissi: "Aiutami. Dobbiamo telefonare al teatro e dire che ho la febbre alta ... dammi una mano. Vado a fare una figuraccia...". Mia madre si alzò dalla scrivania, mi prese per il collo e mi spinse fino alla porta di casa, dove in terra c'era una valigia con gli oggetti di scena: una pistola scacciacani, vari cappelli e berrettini, occhiali da sole, da miope e da presbite.  Aprì con violenza la porta di casa e mi diede un calcio nel sedere, buttandomi fuori. Mi lanciò il giubbotto sulle scale e disse: "Piantala di fare il cacasotto! Vai subito al teatro, fregnone ! ... Un giorno mi ringrazierai!" . E lasciandomi come un disperato fuori sulle scale mi chiuse la porta in faccia. Non la riaprì più. E così, come un condannato a morte, scesi le scale e andai con la testa bassa e tanta ansia in quel teatro che ... mi cambiò la vita. Ancora oggi penso a quella scena. E ancora oggi ripenso alla certezza che aveva quella donna, che voleva solo il mio bene". 


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Luca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.
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