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Venerato: "Gattuso, tutti i retroscena. Insigne, i 5 pilastri del Napoli e i possibili acquisti"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Venerato: Gattuso, tutti i retroscena. Insigne, i 5 pilastri del Napoli e i possibili acquisti

Ciro Venerato, giornalista RAI, ha rilasciato alcune dichiarazioni ad Areanapoli.it per fare il punto sulla squadra di Luciano Spalletti.


Ciro Venerato, noto giornalista RAI, è intervenuto ai microfoni di Areanapoli.it per analizzare il momento del Napoli a pochi giorni dall'inizio della nuova stagione. Non sono mancati passaggi e retroscena su altri protagonisti del calcio italiano. Ecco le sue dichiarazioni: "Gattuso? Aveva molte titubanze già da diverso tempo sull’approdo alla Fiorentina. Si era visto con Joe Barone subito dopo il finale di campionato, ovvero nei giorni successivi a Napoli-Verona, ma prendeva tempo. Poi ha accettato, ma non è stato mai pienamente convinto della scelta.  Non credo sia dovuta a Mendes la rottura con i viola perché i calciatori dell’agente portoghese con Gattuso hanno giocato poco, basti vedere Andrè Silva al Milan e Ghoulam al Napoli. Il Tottenham è arrivato dopo: lì ci è rimasto male perché c’è stata una campagna stampa ordita contro chi voleva Gattuso, cioè Paratici, all’interno dello stesso club. E’ questo l’aspetto che più l’ha ferito. Suo futuro? La prima panchina di A che salterà quasi certamente coinciderà con il ritorno di Rino in panchina, in presenza dei necessari presupposti". 


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Poi Venerato ha aggiunto: "Allegri? E' l’allenatore giusto al posto giusto, matrimonio consolidato con un club strutturato e organizzato: farà punti e risultati, ma sul bel gioco continuo ad avere titubanze. E’ un pragmatico, un tattico, tuttavia non ha mai dato spettacolo in bianconero. Farà come Lippi quando tornò alla Juve. Non sarà una minestra riscaldata, ma una dolce ribollita, come ha detto lo stesso Marcello oggi sulla Gazzetta. Sarri? Se arriveranno tutti i calciatori che ha chiesto e che Lotito sta trattando, la Lazio potrà essere la rivelazione del campionato e sicuramente si candida per essere la squadra che gioca il miglior calcio offensivo, spero insieme al Napoli che ha preso un grande allenatore come Spalletti. Mourinho-Roma? Sono curioso. Tranne che al Porto, dopo ha sempre avuto grandi campioni facendo spendere tanto alle proprietà. Ora torna ai tempi del Porto. Sarà di nuovo quell’allenatore degli inizi o si è imborghesito? Un altro grande portoghese, Herrera, vinse all’Inter e poi andò alla Roma: non furono rose e fiori. Ho perplessità e dubbi, vedremo". 


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Infine Venerato ha partecipato alla nostra rubrica "Il Napoli che vorrei": "Formazione del Napoli che vorrei vedere? Parto dal presupposto che conta chi la mette in campo la squadra. E sono dunque moderatamente ottimista in proposito visto che stimo Spalletti. Non devo fare nessuna sviolinata perché per me parla il mio passato. Di Spalletti ho sempre tessuto le lodi in passato in trasmissioni come Number Two, quindi, non ho bisogno di dovermi sdoganare verso Luciano. Ha fatto cose importanti ovunque, solo all’Inter non ho visto la sua solita filosofia votata al bel gioco: si è un po’ snaturato a Milano. Il Napoli parte dunque da un presupposto importante: il tecnico, e ha nelle corde il suo calcio. Spalletti è uno di quelli che anche se non ha giocatori fortissimi, è capace di farli diventare tali grazie ad una organizzazione tattica del collettivo. Formazione ideale? Koulibaly, Manolas, Insigne, Fabian Ruiz, Di Lorenzo. Questi 5 pilastri non dovrebbero partire da qui al 31, poi sicuramente un terzino sinistro come Emerson Palmieri e un mediano di quelli che seguiamo, come Zakaria o Berge, mi piacerebbero tanto, compatibilmente con il momento economico del Napoli. Non faccio altri nomi che non si possono prendere. Già così il Napoli potrebbe lottare per lo scudetto. L’importante è avere la serenità giusta. Una cosa è giocare con un Insigne che rinnova, un’altra col capitano che resta in scadenza. Fa la differenza. Insigne è un patrimonio del Napoli, non solo del calcio italiano. De Laurentiis dovrà fare il possibile per tutelarlo. Sarebbe triste, paradossale e assurdo perderlo. Un danno di immagine per la società che perderebbe il capitano che è anche una bandiera e un campione d’Europa. Personalmente non lo vedrei bene all’Inter: il 3-5-2 di Inzaghi non è l’ideale per lui. Ho sempre detto nel corso della mia carriera che Insigne fa la differenza nel 4-3-3 o nel 4-2-3-1. Non mi esalta nemmeno nel 4-4-2. A Milano Insigne perderebbe anche quella leadership che si è costruito a Napoli con tanta fatica. Il Napoli ha bisogno di Insigne, ma mi permetto di dire a Lorenzo che anche Insigne ha bisogno del Napoli”.


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Luca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.
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