Van Basten: "All'Ajax un ragazzo mi provocò, si chiamava Ibrahimovic! Non ho fatto pace con Cruijff"

Marco Van Basten, ex stella del Milan, ha rilasciato un'intervista alla rivista Sette, inserto del Corriere della Sera.
Marco Van Basten, ex stella del Milan, ha rilasciato un'intervista alla rivista 7, inserto del Corriere della Sera, rivelando alcuni particolari della sua carriera: "Quando tornai all’Ajax un ragazzo mi provocò. Sei van Basten, mi disse passandomi la palla, fammi vedere cosa sai fare. Ma io ormai non potevo più muovere la caviglia. In quel momento capii che non avrei mai potuto essere un allenatore come Cruijff, che viveva anche di quel che era stato. Oh, sono sicuro che lo conosce. Si chiamava Zlatan, di cognome faceva Ibrahimovic. Depressione in panchina? In quel caso fu diverso. Avevo continui attacchi di panico e di ansia, tanto per non farmi mancare nulla. Prima degli incontri con la stampa mi sdraiavo per terra in una stanza vuota, cercando le forze per andare fuori e rispondere alle critiche.
Poi aggiunge: "Non ho potuto fare pace con Johan Cruijff. Il mio idolo, il mio maestro, il mio amico. Morì prima che gli potessi dire quanto è stato importante per me. Aveva un progetto. Un’utopia. Voleva ridare l’Ajax agli ex calciatori. Avrei dovuto fare il team manager. Poi mi lasciò fuori. Non ho mai capito perché. Forse era un modo per proteggermi. Andai da lui, e sua moglie mi cacciò di casa. Non sono mai più riuscito a parlargli, anche se con la sua famiglia poi ho fatto pace. Johan mi manca".







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