Ungheria, Rossi: "Ronaldo lo danno per morto, ma risorge sempre. Italia? La mia previsione"

Marco Rossi, CT dell'Ungheria, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Radio Punto Nuovo per parlare della partita contro il Portogallo.
Marco Rossi, CT dell’Ungheria, è intervenuto a Radio Punto Nuovo, nel corso di Punto Nuovo Sport Show: “L’esordio contro il Portogallo? La partita sarà molto difficile, ma speriamo di fare bene. Cercheremo di non fare l’errore della Turchia contro l’Italia, se ci si difende soltanto, infatti, il gol prima o poi lo si subisce. Dovremo avere le idee chiare nei momenti in cui avremo il pallone. Marcature a uomo su CR7? Lo danno sempre per morto e risorge sempre. Ci aspettiamo un calciatore difficilmente marcabile nell’uno contro uno, ma il Portogallo non è solo Ronaldo, hanno tantissimi talenti, quindi non possiamo pensare di fare una gabbia per tutti i nostri avversari. Il nostro obiettivo? L’appetito vien mangiando, ma dobbiamo tenere i piedi per terra e renderci conto delle tre corazzate che affronteremo".
Poi ha aggiunto: "Questo non vuol dire che partiamo battuti, ma, realisticamente parlando, una nostra qualificazione agli ottavi di finale sarebbe miracolosa. Siamo comunque soddisfatti di essere arrivati a questo Europeo, soprattutto perché disputeremo due partite su tre in casa. Ci auguriamo che i tifosi possano essere il nostro dodicesimo uomo. Non è vero, in ogni caso, che non abbiamo niente da perdere, siamo l’Ungheria e, malgrado gli ultimi decenni non siano stati eccelsi, abbiamo una tradizione sportiva importantissima. Il mio lavoro? Da quando alleno la Nazionale, ho sempre avvertito tanta fiducia da parte della Federazione e della maggioranza della tifoseria. La situazione ambientale, dunque, è sicuramente favorevole, abbiamo ottenuto dei buoni risultati in Nations League, passando in due edizioni dalla Lega C alla Lega A. Le poche opportunità avute in Italia? In Ungheria ho trovato la mia dimensione, che mi gratifica in tutto e per tutto. Recentemente ho rinnovato il contratto, che è a lungo termine, ma si sa che in Nazionale, ancora più che nei club, contano i risultati. In Italia, probabilmente, non ci sono state le condizioni giuste per esprimermi al meglio, forse anche per via del mio carattere. Previsioni sull’Italia? Ci sono le condizioni per fare molta strada, dipenderà chiaramente anche dagli avversari che si fronteggeranno, ma credo che gli azzurri vadano annoverati tra i favoriti per il successo finale. Tra le prime quattro”.






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