Ulivieri: "Ho sentito Spalletti: mi ha detto testuali parole. Luciano come Conte e Allegri"

Renzo Ulivieri, ex allenatore del Napoli, ha parlato anche dell'approdo di Luciano Spalletti sulla panchina del club capitanato da Aurelio De Laurentiis.
"Se Conte e Inzaghi si fossero avvicendati tre anni fa, le avrei detto che l’Inter avrebbe sostituto un grande allenatore, di enorme carisma ed esperienza, con un altro di sicuro avvenire, ma con relativa maturità. Adesso non è più così, Simone Inzaghi ne ha fatta di strada e con lui l’Inter non riceverà brutte sorprese", queste le parole di Renzo Ulivieri. Il mister ha parlato a calciomercato.com: "Spalletti al Napoli? Lui parte dei grandi, come Conte e Allegri. Non si ferma mai, è uno che studia in continuazione e anche in questi due anni non è sicuramente stato fermo a girarsi i pollici. È in continuo aggiornamento, lui come tutto il suo staff. Avrei dovuto vederlo l’altra sera, quando i ragazzi del corso (Del Piero, Vieri, De Rossi, Toni, ecc) sono stati a casa sua. Mi hanno detto che è stata una bellissima serata, ma io purtroppo avevo un impegno col calcio femminile e non ho potuto prendere parte. Però l’ho sentito, mi ha detto che al suo ritorno ci farà vedere altre novità".
Ulivieri ha poi aggiunto. "Inzaghi? Quella dell’Inter è stata una scelta logica da parte di un club che non vuole disperdere il lavoro di un allenatore così penetrante come Conte. I calciatori hanno perso una guida, sarebbe stato un rischio eccessivo togliere loro anche le sicurezze cui si sono aggrappati per arrivare allo scudetto, facendoli ricominciare da un nuovo progetto tecnico-tattico. Conte via? Solitamente sono le società a prendere simili scelte, ma devo dire che una volta, per motivi diversi, è capitato anche a me di andare via perché ritenevo dannoso proseguire il mio percorso. Ero al Vicenza, in Serie B. Con i calciatori si era creato un rapporto troppo intimo, ci si voleva troppo bene e il rischio era quello di confondere i ruoli. Chiamai in raccolta la squadra e gli dissi che sarei andato via, piangemmo. Avevo con me uomini come Di Carlo e Viviani. È vero, andai al Bologna, ma quel Bologna era una categoria sotto al Vicenza. Lasciai la B per andare in C".






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