Trapattoni: "Gianni Agnelli mi telefonava ogni mattina alle 5.30. Platini? Non sopportavo..."
Qualche anno fa l'ex allenatore Giovanni Trapattoni aveva raccontato alcuni retroscena sull'avvocato Agnelli e su Platini.

In un evento al Rotary Club di qualche tempo fa, Giovanni Trapattoni aveva ricordato così il periodo sulla panchina della Juventus: "Gianni Agnelli mi chiamava tutte le mattine alle 5,30 e mia moglie mi diceva di non rispondere perché era troppo presto. Potete immaginare perché non potevo farlo. Quando diceva poi “abbiamo vinto ma non mi sono divertito” era un messaggio chiaro e sapevi come e dove lavorare per migliorare. Oppure “ho operai da licenziare, non posso acquistare giocatori” comprendevi la visione dell’imprenditore e del tifoso”.
Poi il retroscena dell'ex allenatore di Cusano Milanino sulla bandiera del club bianconero: “Michel Platini, un genio, un talento puro, a volte indisciplinato, non sopportavo i suoi calzettoni sempre calati. Come rispondere? Negli anni mi sono appassionato all’arte pittorica. Perdonatemi il paragone ma è come esaltarsi di fronte ad un quadro. Due, tre pennellate d’artista emozionano, così fanno le azioni in campo dei fuoriclasse, risolvono le partite e mandano in delirio le folle”.
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