Totò scrive a Diego Armando Maradona, la deliziosa lettera di Enrico Nuvolini

Enrico Nuvolini ha immaginato una lettera scritta dal più grande attore di tutti i tempi al più grande calciatore di tutti i tempi.
"Il diavolillo fantasista. Lettera da lontano e da vicino". Enrico Nuvolini ha immaginato una lettera scritta da Totò a Diego Armando Maradona. Ve la proponiamo qui di seguito: "Cari napoletani, mi si bagna il cuore. Voi che sapete piangere e far commuovere, voi che conoscete la forza di una lacrima, non vi preoccupate più di starle a giustificare. Anche in questi più di cinquant’anni vostri, non più miei, da che ho fatto le valigie tanta e tanta è stata la vostra fiducia negli uomini, in tutti gli uomini, nelle loro risorse di bontà e fantasia; e ancora di più la compassione che avete avuto e la gentilezza di cuore non si sono spezzate. Perciò anche questa volta mi si bagna il cuore, perché vi riconosco. Sapete, qui dove mi trovo si fanno strane attività fisiche, strani sport voglio dire. Non perché siano tanto diversi dai vostri, da quelli che mi ricordo anch’io, ma perché non esiste un pubblico, non esistono le tribune, gli spalti, le curve (sì qualche curva c’è, ma di altra natura) e non esistono i tifosi… Ecco, l’ho detto. Non esistono i tifosi, perché qui parteggiare, sostenere, incoraggiare sono parole vuote, inutili, poiché i club, le città le regioni gli stati non rappresentano più niente. E che razza di discipline avete da quelle parti? vi chiederete. In effetti forse non sono nemmeno discipline ma giochi, ecco appunto, sono dei giochi con cui scandiamo il trascorrere, che è una cosa come il tempo per voi diciamo, bè per semplificare. Sapete, qui è tutto così semplice che mettersi a semplificare complica le cose. Insomma, qui si gioca perché è bello!
Ecco allora perché vi ho scritto. Perché quel diavolillo che voi credete vi abbia lasciato qualche giorno fa in verità non vi ha lasciato, così come io non vi lasciai. Certo fu un gran funerale il vostro, e ancora mi emoziona se ci penso, ma quello era un tributo al corpo che sì, è vero, se ne cadeva, ma il resto no, non è mai stato tanto vivo come lo è anche ora. Quel diavolillo dicevo, quel fantasista della vita, non è passato e non passerà fino che non sarete inariditi tanto da non capire più questo bello, questa fantasia, questa dignità che vi fa uomini ogni giorno che viviamo, cioè che vivete… Quanto allo sport, non l’ho mai amato particolarmente, ma con lui, l’ho visto, era tutta un’altra cosa, qui mi sono tutti testimoni se dico che qualche volta mi sono emozionato davvero; perché per noi qui è sempre stato chiaro che lui, rientrato dal campo, vicino ai suoi compagni stanchi, ringraziasse il buon protettore per aver dato loro la forza di fare, sempre, il più bello spettacolo del mondo.
Vi bacia uno ad uno,
il vostro Totò.








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