Tosto: "Napoli, lo scontro diretto è con la Roma. De Laurentiis, prendi sei Insigne"

L'ex difensore Vittorio Tosto, oggi operatore di mercato, è intervenuto a Radio CRC: "Siamo all'anno zero. timo Gennaro Gattuso e gli auguro di fare 9 punti in queste gare, ma anche 7 andrebbero bene".
Vittorio Tosto ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di 'Arena Maradona', trasmissione in onda sulle frequenze di Radio CRC: "Cosa mi aspetto dal big match di domenica? Il Milan non può prescindere da questi punti, se vuole lottare per i piani alti. Anche il Napoli dovrà osare per fare punti per la Champions. Un pareggio farebbe perdere due punti a tutti, non andrebbe bene a nessuno. Chi non dovesse prendere i tre punti, però, si allontanerebbe dal primo o dal quarto posto. Sarà un trittico difficile. La percentuale è alta: hanno tutte motivazioni elevate. La Roma è più vicina di tutti al Napoli, ma dovrà riscattare il 4-0 dell'andata. Non è la stessa squadra di prima, ora è in salute ed è più dura da affrontare rispetto a Juventus e Milan. Sarà uno scontro diretto per il quarto posto. Tutte le società e i calciatori, così come quelli del Napoli, vogliono trasformare un'eventuale ottima stagione in una stagione straordinaria. Come? Vincendo gli scontri diretti ed acciuffando gli obiettivi. La Juve mira al primo posto, come anche il Milan. Non è facile riuscirci realmente. Stimo Gennaro Gattuso e gli auguro di fare 9 punti in queste gare, ma anche 7 andrebbero bene".
Tosto ha poi aggiunto: "La storia del calcio italiano ha più di cent'anni. Subito dopo la Prima Guerra Mondiale, ed anche la Seconda, si sono vissuti anni di ripresa, di ripartenze economica, come avverrà anche adesso dopo la Covid-19. All'epoca, hanno dato stabilità creando qualcosa che potesse durare negli anni. Come? Puntando sui giocatori del territorio ed investendo nei Settori Giovanili. Si deve riprogrammare un sistema che sarà nuovo per tutti: non sappiamo come evolverà il mondo e quale sarà la gestione amministrativa. Si riparte dall'anno zero. Se la dirigenza del Napoli vuole resistere altri cento anni, deve risparmiare, non fare spese folli e rimandare a casa il 50% degli stranieri, puntando sui ragazzi del territorio. Il Napoli deve avere sette Lorenzo Insigne, servono altri sei talenti di Napoli, mandando a casa i tanti stranieri che non servono a niente".








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