Tifosa romanista denuncia: "Episodio gravissimo a Tirana, gli steward ci hanno..."

Una tifosa giallorossa svela tutti i dettagli di una vera e propria disavventura: "Le autorità locali facevano finta di non capire, siamo stati spogliati di tutto".
Maria T., tifosa romanista presente a Tirana, ha raccontato la sua spiacevolissima esperienza all’entrata dell’arena Kombetare prima della finale di Conference League tra Roma e Feyenoord, ai microfoni de “Il Diabolico e il Divino”, trasmissione in onda su New Sound Level condotta da Giuseppe Falcao, Simone LP e Gabriele Ziantoni. "Vi ringrazio per la possibilità di raccontare quanto accaduto - esordisce - a Tirana dove abbiamo trovato una situazione abbastanza tranquilla, ma i problemi si sono presentati ai controlli allo stadio perché abbiamo dovuto passare tre file di controlli, ma sono stati dei controlli incredibili perché siamo stati depredati, ci hanno levato le monete in euro direttamente dai portafogli, i caricatori e tanti altri oggetti che non erano vietati dal regolamento né dello stadio né della Uefa".
Poi ha aggiunto ulteriori dettagli: "Ci hanno tolto tante cose, ho avuto riscontri di altre esperienze di questo tipo. In più sono stata sottoposta a una perquisizione illegittima, sono stata palpata sul seno e sul fondoschiena senza alcun motivo, avevo una mogliettina e non potevo assolutamente nascondere nulla. È stata una donna a perquisirmi ma è comunque una molestia, è un tipo di perquisizione illegittima".
Poi sulla denuncia: “Le autorità locali facevano finta di non capire, i tifosi della Roma sono stati spogliati di tutto. Ho provato a rivolgermi alle comunità locali e nessuno parlava italiano, probabilmente fingevano. Mi sono rivolta a dei funzionari italiani che mi hanno detto che non potevano fare nulla per difetto di giurisdizione. Il tifoso della Roma è stato spogliato di tutto. Fuori ci hanno tolto le monete e poi il Bar dava il resto in moneta, in più i tifosi del Feyenoord hanno addirittura fatto entrare i fumogeni. Siamo stanchi di questa stigmatizzazione del tifoso, visto come violento e becero e che quindi può essere trattato come un individuo privo di diritti, quando in realtà la maggior parte dei tifosi sono persone per bene e tranquillissime.
"Io ero con mio figlio di 21 anni e il mio compagno. Quando mio figlio ha visto questa scena stava intervenendo con la foga di un ragazzo di 21 anni e ho dovuto gestire anche quella situazione perché per lui le conseguenze potevano essere più gravi, ho avuto quasi la sensazione che volessero provocare una reazione per poi intervenire in maniera più dura".
"La situazione in città era tranquilla non per merito dell’organizzazione della sicurezza ma per il senso civico delle persone. La sicurezza all’aeroporto - spiega - consisteva in un nastro divisori tra le due tifoserie… Per la mia esperienza diretta nella città non ci sono stati assolutamente problemi, noi siamo arrivati tranquillamente fino alla Fan-Zone del Feyenoord senza che nessuno ci invitasse ad allontanarci, quindi l’ordine pubblico non era così stringente e credo che la situazione serena fosse dovuta più al senso civico delle persone che per merito della sicurezza locale. In aeroporto c’è stato veramente il caos, mi sono imbarcata senza neanche che mi controllassero la carta di imbarco. Noi siamo scesi dall’aereo e la macchina organizzativa albanese consisteva in un nastro lungo il ritiro bagagli che ci separava dai tifosi olandesi".








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