Tassi da brividi: "Vialli non piaceva a tutti, gli faccio un augurio"

Giuseppe Tassi, giornalista, ha tratteggiato mirabilmente la storia sportiva e non solo di Gianluca Vialli, ex attaccante di Cremonese, Sampdoria e Juventus.
Giuseppe Tassi, giornalista, attraverso la propria pagina di facebook a ricordato Gianluca Vialli, ex attaccante, scomparso oggi all'età di 58 anni. Queste le sue parole: "Non piaceva a tutti Gianluca Vialli. Era un calciatore atipico rispetto ai modelli degli anni Ottanta. Famiglia benestante, buoni studi alle spalle, parlantina sciolta e quel sorriso a occhi stretti, sempre pronto a trasformarsi in tagliente sfotto'. In campo aveva una potenza devastante, alla Gigi Riva, ma anche un senso tattico spiccatissimo, che lo spingeva ogni volta al posto giusto nel momento giusto. Come quando decise di passare dalla Cremonese alla Samp per vivere la grande epopea dell'era Boskov. Era una squadra unica quella con il talento di Mancini, il fosforo di Cerezo, lo sguardo truce di Vierchowod e la grinta del giovane Pagliuca. Luca era il leader indiscusso, il trascinatore, il simbolo stesso di quella brigata da scudetto governata con sorridente ironia dallo zio Vujadin, sotto l'ombrello del presidente Mantovani. Gli assist di Mancini furono il trampolino di un'amicizia durata quarant'anni e suggellata dal commosso abbraccio dopo il trionfo europeo di Londra 2021".
Poi ha aggiunto: "Molti italiani scoprirono solo allora che dietro quelle lacrime e quell'interminabile scambio di amore c'era anche il sollievo di un uomo rinato dalla malattia. Il tumore al pancreas che aveva colpito Vialli anni prima come il più assassino dei tackle, era momentaneamente all'angolo ridotto al ruolo di spettatore. Ma è proprio in quel giorno che la gente ha deciso di amare Vialli senza riserve, di cancellare l'immagine del talentuoso ragazzo dallo sfotto ' facile per farne quasi un amico di famiglia. Confessando le sue debolezze, raccontando la lotta contro il tumore, Luca è diventato un punto di riferimento per tutti, un modello per chi soffre e combatte ogni giorno la sua battaglia. Viene naturale assimilarlo a Sinisa Mihajlovic nella dolorosa galleria di uomini di calcio che hanno lasciato in solco importante non solo con le loro imprese sportive".
Infine ha concluso con un passaggio da brividi: "Non ha sfidato la morte Luca, ma ha cercato in ogni modo di rimandare l'appuntamento fatale. E intanto ha ridisegnato la scala dei valori dentro la sua vita, ha trasmesso ostinati messaggi di ottimismo. Ha fatto da magnifica spalla a Mancini nella grande avventura dell'Europeo, dove ha saputo essere l'anima e la coscienza stessa della squadra. Oggi Vialli, con lo spirito di inesausto esploratore che gli è proprio, può andare a vedere cosa c'è di là. Gli auguro di scoprire il mondo di luce che si aspetta".








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