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Tarallo: "Napoli, c'è una trappola. Siani? Il comico è Nicolas Higuain. Koulibaly e Maradona..."


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Pubblicato nella sezione Interviste
Tarallo: Napoli, c'è una trappola. Siani? Il comico è Nicolas Higuain. Koulibaly e Maradona...

"Maradona non si è interessato alla scaletta, sono certo, forse chi gli sta intorno lo vede, anche legittimamente, solo come una fonte di guadagno".


Clima torrido a Napoli, mentre a Dimaro, dove la squadra di Sarri è in ritiro, c'è spesso la pioggia a farla da padrona. Caldo afoso e pioggia, le due Napoli, la stagione che sta per iniziare e il passato che torna sempre di moda quando da queste parti si aggira Diego Armando Maradona. Ne abbiamo parlato con il collega Carlo Tarallo, giornalista del quotidiano "La Verità".

Maradona a Napoli. Le polemiche, come sempre, non mancano mai. Poche ore prima dell’evento in programma a Piazza del Plebiscito, si sono rincorse voci uguali e contrarie: “Il Pibe non andrà in piazza, anzi ci andrà. Ma non andrà a Palazzo San Giacomo. E’ arrivato, è già lì”. Che idea ti sei fatto? 


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 “Una confusione enorme. Credo che in realtà ci sia stata una volontà del Sindaco di evitare la piazza per il timore di accese contestazioni. E’ molto strano, infatti, che uno come De Magistris, che ha costruito tutto il suo seguito sulla politica show e sui proclami, abbia disertato un evento simile in cui la visibilità era notevole. Almeno in teoria”.

 In teoria. Ma in pratica…

“In effetti non c’è stato il pienone, ma ripeto, mi ha colpito questa totale disorganizzazione. Diciamo pure che tutto è iniziato malissimo già nella mattinata, quando c’è stata l’occupazione del Comune da parte di movimenti che sono dalla parte dello stesso De Magistris, poi gli striscioni degli Ultras della Curva A contro l’Amministrazione per come ha gestito la cittadinanza onoraria a Maradona che è culminata con quella doppia consegna tra Palazzo San Giacomo e palco in Piazza del Plebiscito. Troppa approssimazione”.

Ti è piaciuto lo “spettacolo”?

"Maradona non si è interessato alla scaletta, sono certo, forse chi gli sta intorno lo vede, anche legittimamente, solo come una fonte di guadagno. Tengo però a dire che in quel quarto d’ora venti minuti di Diego ho goduto: quegli istanti hanno ripagato tutto, dalle polemiche di questi giorni alla superficiale gestione del totale. Però fammi dire una cosa…”.

 Accomodati…

 “Non sono mai stato un grande fan di De Magistris, ma ho visto in questi giorni sedicenti editorialisti criticare Maradona con il solo scopo di attaccare il sindaco: è il segno del degrado in questa città. Maradona è ambasciatore di Napoli nel mondo senza prendere una lira, è un ruolo naturale che sente nel cuore, speculare è vergognoso. Giuste le critiche ma Diego lasciamolo fuori da queste dinamiche piccole piccole”.

 Lasciamo il caldo afoso di Napoli e le polemiche e andiamo in montagna, precisamente a Dimaro. Striscione chiaro dei tifosi: “Noi ci crediamo”.

 “Le sensazioni sono buone. Andiamo incontro ad un campionato al termine del quale le prime 4 saranno qualificate alla prossima Champions. Senza fare voli pindarici, proiettiamoci sul preliminare. L’ottimismo è dovuto al fatto che ritornare in Champions è ampiamente alla portata per quel che ha fatto vedere il Napoli lo scorso anno”.

Soddisfatto fino ad ora dal mercato?

 “Per ora i ritocchi sono quelli giusti. Ounas e Mario Rui sono tasselli che completano un quadro già eccellente. Non siamo competitivi per lo scudetto perché la Juve continua a rinforzarsi per ripuntare alla Champions. Ripeto, c’è una bella sensazione perché si può dare continuità ad alti livelli. Vincere, però, è un’altra cosa”.

 C’è una bella differenza con il precedente preliminare di Champions quando c’era Benitez. La squadra non è stata smantellata…

 “Vero, ma teniamo alta la guardia. Mai rilassarsi, mai dare niente per scontato soprattutto perché questo impegno è un vero e proprio tabù per le squadre italiane. La preparazione, i carichi di lavoro ecc. ecc. saranno mirati su quelle due partite. Infatti Sarri sta già lavorando con il pallone dal primo giorno. Il gioco è collaudato, ma occhio alla trappola mentale. Sono curioso di vedere se affronteremo chi è davanti o dietro in termini di preparazione”. 

 Cosa manca per lo scudetto?

“Due Marcelo sugli esterni di difesa, due top players, che non arrivano perché la filosofia del Napoli è diversa. Noi vendiamo i giocatori già pronti per le grandi squadre, non li acquistiamo. E’ una storia vecchia. Il Napoli per come gioca, raccoglie i suoi frutti anche con i giovani talenti, ma poi i traguardi non sono trofei. Almeno per ora. Capello ha sintetizzato bene tutto: il gioco di sarri è bellissimo, mancano gli interpreti ad altissimi livelli”.

 Lo scorso anno non sono mancate contestazioni a De Laurentiis. Il vento sembra essere cambiato.

 “Siamo al 7 luglio, la scorsa estate arrivarono brutte sorprese più in là”. 

 Hai qualche timore?

 “No, ma spero che Koulibaly possa restare. Sarebbe un peccato. Il rapporto pubblico, squadra e allenatore è ottimo, hanno dato tutto. Sarri è diventato un idolo giustamente, l’ambiente è compatto. Lo scorso anno ci siamo rinforzati nella rosa e indeboliti negli undici titolari. Quest’anno l’auspicio è migliorare in termini complessivi. L’infortunio di Milik e l’adattamento graduale di Mertens ci ha fatto perdere punti nel girone di andata. Ora partiamo con più certezze”.

 A proposito di 9. Il fratello di Higuain è tornato a criticare De Laurentiis…

 “Stiamo parlando di un personaggio da avanspettacolo che fonda il suo benessere sui meriti del fratello. Continua ad essere ossessionato dal Napoli e da Napoli, farebbe meglio a tacere guardandosi e riguardandosi la finale di Champions per rendersi conto di come suo fratello abbia dimostrato, ancora una volta, di essere un perdente di successo”.

 Per fortuna quest’anno poco gossip. Per ora…

 “Ti riferisci a Wanda Nara? (Ride, ndr). Meno male che non si sente nulla di tutto ciò, mi auguro che non si rincorra lo yatch della moglie di Icardi o l’ologramma di Cavani all’Hotel Vesuvio”. 

 Questo è un assist perfetto per l’argomento bomber. Milik è un “problema”?

 “No, una ricchezza. E approfitto della domanda per sottolineare un aspetto importante: spero che il Napoli abbia un’arma in più dal punto di vista tattico. Cambiare modulo in corso o a inizio partita. Lo splendido gioco degli azzurri è stato sicuramente oggetto di studio da parte degli avversari, aspettiamoci gabbie e contromisure. Sarri deve sfruttare tutto il potenziale offensivo. Contro il Palermo, per fare un esempio, il problema non è stato il gol preso, ma la mancanza di varietà per farne uno in più di loro. E poi sui calci da fermo qualcosa andrebbe rivisto a prescindere dal fatto che non ci ritroveremo sempre il Sergio Ramos di turno contro”.

 C’è un altro problema da risolvere: Pepe lo spagnolo.

 “Reina dal punto di vista tecnico ha commesso diversi errori, ma c’è un aspetto che in pochi evidenziano. Al di là della splendida parata all’Olimpico, che è il momento più alto della stagione, lui è un portiere che gioca bene con i piedi e inizia l’azione come pochi al mondo. Fa esattamente tutto quello che gli chiede Sarri, ha un grande amore per la città ed è un leader di cui c’è bisogno in uno spogliatoio carente di figure carismatiche. Bisogna andare incontro alle esigenze di Pepe, naturalmente con buon senso, perché sono soprattutto esigenze di stabilità mentale. Infine mi sembra profondamente sbagliato pensare ad portiere che possa alternarsi con Reina. Nessuna squadra prende due titolari, solo a Napoli siamo capaci di creare problemi simili. Io terrei Sepe o un ragazzo pronto a scendere in campo quando è necessario. Tenere Reina e prendere un altro titolare è un errore”.

 Se la Serie A fosse la Formula 1?

“Juve e Napoli in pole, con i bianconeri davanti e gli azzurri ad una incollatura. Poi Inter e Roma, ma occhio…”

 A cosa?

 “Alla Lazio che secondo me può insidiare le prime 4 posizioni”. 

 Nessuna traccia del Milan?

 “Il Milan sta cambiando tutto o quasi, sarà un anno di transizione visto che si ritroverà 9/11 diversi”.

 I cugini interisti, invece?

“Dipenderà tutto da Spalletti. L’Inter non la vedo particolarmente lucida: Sabatini-Ausilio mi dà l’idea di una convivenza critica, e poi la lontananza geografica della proprietà sarà un problema. Detto questo, tolte Napoli e Juve, non vedo un livello altissimo tale da pensare ad una Inter in difficoltà”.

 E la Roma?

“Troppe cessioni, è indebolita. Aspettiamo la fine del mercato per capire il gioco di tutte”.

 Per concludere, torniamo all’inizio. E’ giusto che Siani sia il riferimento culturale per tanti eventi di prestigio?

 “Siani è un buon attore, un caratterista, un comico, ma non ha l’età e l’esperienza giusta per essere un grande organizzatore di eventi. Forse, nel caso specifico, è solo l’amicizia con Maradona che lo porta ad essere in prima linea in situazioni simili. Napoli non può considerarlo un punto di riferimento culturale e lui è il primo a saperlo, anzi, è il primo a non voler essere considerato tale in una città così complessa che vede nel meraviglioso personaggio Maradona la parabola ad effetto di tutta la sua storia tra cadute, trionfi, errori, pregi, difetti, generosità, approssimazione…”.

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Luca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.
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