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Tarallo: "A Napoli giornalisti in silenzio stampa, qual è la verità su Insigne? Segnale diabolico..."


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Pubblicato nella sezione Interviste
Tarallo: A Napoli giornalisti in silenzio stampa, qual è la verità su Insigne? Segnale diabolico...

Il giornalista del quotidiano "La Verità" è intervenuto ai microfoni di Radio Amore Campania per fare il punto sul Napoli.


Carlo Tarallo, giornalista del noto quotidiano "La Verità", è intervenuto ai microfoni di Radio Amore Campania nel corso della trasmissione "I Tirapietre", in onda ogni lunedì dalle 21 alle 23 e condotta da Luca Cirillo, Donato Martucci e con la partecipazione straordinaria di Lino D'Angiò. Ecco quanto dichiarato: “Sono avvelenato per quel che sta accadendo. Insigne non è partito per Liverpool, chissà se sia davvero un problema fisico il motivo. La verità è che a Napoli quelli che sono in silenzio stampa sono i giornalisti, nessuno capisce cosa stia accadendo, non si hanno notizie certe nemmeno dall’infermeria. Non credo che Insigne si sia rifiutato di partire altrimenti prenderebbe un “verbale”, Edo potrebbe pignorargli un televisore in casa (ride, ndr). E’ uno schifo, al di là delle battute. L’Head of disinformation dovrebbe farci capire cosa sta accadendo, anche se lo sappiamo: sta andando tutto all’aria. I De Laurentiis devono vendere, come dice Marco Bellinazzo, ad un prezzo equo. Il Napoli non ha una società di primo livello, diciamocela tutta. Qual è il valore del club? Difficile fare valutazioni precise, ci sono oscillazioni sensibili tra i vari esperti. E lo dicevamo oltre un anno fa. Il Napoli non ha strutture, non ha tv dedicata, non ha nulla".


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Poi Tarallo ha aggiunto: "De Laurentiis resterà fino a quando gli converrà, ma lui degli stakeholders, ovvero dei tifosi, non se ne frega nulla. Io vado allo stadio da quando avevo 5 anni, ma ora non ci vado più, non gli do nemmeno una lira. Vi farò vedere che se De Laurentiis dovesse vendere, i primi a prendere le distanze da lui saranno quelli che fino a oggi lo hanno incensato per interessi personali. E noi che invece lo abbiamo criticato, saremo i primi a riconoscergli i meriti. La cosa più brutta è che noi non parliamo di calcio da mesi, ma di questioni assurde. Il comunicato su Elmas è il segnale diabolico che tutto è sfuggito di mano. E tutti a fare ironia sull’Head of communication. Serve senso di responsabilità generale, perché non si dimette nessuno? Ho una domanda: metteranno fuori rosa i capi della rivolta? Credo di no, non vedo buone premesse, si andrà avanti in questo limbo e con il pubblico non entusiasta, la situazione si complicherà ulteriormente”.

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