Tacconi confessa: "Sono un uomo diverso. Vi dico la mia partita del cuore"

In un'intervista esclusiva l'ex calciatore Stefano Tacconi ha parlato degli ultimi anni molto difficili in seguito all'ischemia.
Intervistato da La Stampa, Stefano Tacconi è ritornato sull'ischemia che lo ha colpito circa due anni fa: "Stefano Tacconi ora è sicuramente un uomo diverso da quello di due anni fa, diverso da quello di prima. È un uomo che ha conosciuto la sofferenza e che tutt’ora sta lottando. Non ci sono dubbi, questa esperienza mi ha segnato profondamente. Solo un fortissimo mal di testa, poi il buio'. Quando mi sono svegliato ho visto per prima mia moglie Laura e i miei figli. Subito ho sentito il calore della loro vicinanza. Credo in Dio attraverso mia moglie".
"Lei è molto fedele da sempre di Padre Pio, abbiamo pregato insieme e seguito la sua luce fino a San Giovanni Rotondo dove sono stato ricoverato. Credo anche nel mio angelo custode. L'affetto dei tifosi? Sì, me l’aspettavo. Ma non potevo immaginare di trovarne così in tanti. Ho scoperto anche tramite la mia famiglia che mentre ero in coma, i tifosi con gli striscioni erano sotto la mia finestra, a incitare il mio nome. Tutto questo non lo dimenticherò mai" ha aggiunto l'ex portiere della Juventus.
Chiusura di Tacconi sulla sua partita del cuore: "Argentinos Juniors-Juventus, finale della Coppa Intercontinentale a Tokyo dell'8 dicembre 1985".








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