TABELLA - Trapani: "Serie A, calcio sommerso dai debiti: ormai titolo tossico come i mutui subprime?"

Il calcio italiano sfiora ormai la cifra-monstre di 3 miliardi di euro di debiti, un dato drammaticamente più alto del valore di produzione.
Paolo Trapani, giornalista e scrittore, ha analizzato il momento del calcio italiano con una analisi molto approfondita relativa allo stato di salute sul versane finanziario. Titolo dell'articolo: "CALCIO SERIE A SOMMERSO DAI DEBITI, ORMAI TITOLO TOSSICO COME I MUTUI SUBPRIME?". Ecco quanto si legge: "Il calcio italiano sfiora ormai la cifra-monstre di 3 miliardi di euro di debiti, un dato drammaticamente più alto del valore di produzione del nostro football (stimato intorno a 2,5 miliardi di euro). Almeno il 30% di questa montagna di debiti è nelle mani delle società di factoring, aziende specializzate nell'acquisto di crediti e debiti e che sono ormai le vere proprietarie di molti calciatori. A loro, infatti, si rivolgono molte squadre per cedere i loro crediti futuri, come ad esempio: quelli (prevedibili) dei diritti televisivi e quelli (più complessi) delle cessioni dei calciatori".
Poi Trapani ha aggiunto: "A Londra, capitale finanziaria mondiale, vi è una società divenuta punto di riferimento negli ultimi anni: è la “23 Capital Limited”. Ad essa, nel dicembre del 2017 (fonte Corriere della Sera), si rivolse la piccola e sconosciuta “BGB Weston”, che era stata incaricata dal management del Milan di trovare il modo per rifinanziare l'enorme debito che i rossoneri avevano contratto col Fondo Elliott (maggio 2017). Il “caso” vuole che a Londra, proprio dove ha sede la “BGB Weston”, operi anche un'altra società, denominata “Quint Limited Spa”. La “Quint” è di Antonio Giraudo, un volto più che noto agli italiani: fu protagonista, con Luciano Moggi, della tristissima epoca di Calciopoli. Giraudo è fuggito via dall'Italia anni fa, spostando in Inghilterra interessi e attività. Molte riguardano intermediazioni immobiliari, ma forse non sono tutte lontane dal mondo del calcio, visto il blitz londinese del management rossonero alla disperata ricerca di una soluzione per uscire dalla morsa dei debiti. Il “caso” vuole che in circa 12 mesi (a cavallo tra 2018 e 2019) in Italia ci siano state alcune strane operazioni lungo l'asse 'Milano-Torino-Genova'. L'ex triangolo industriale è stato protagonista di un grande valzer calcistico-economico-finanziario con via vai di calciatori e sopratutto di plusvalenze. Nell'estate 2018 il Milan si accolla il prestito più che oneroso di Higuain (18 milioni poi scesi a 9 + 4,5 milioni di ingaggio). Inoltre i rossoneri comprano, per l'esorbitante cifra di 35 milioni di euro, il giovane Mattia Caldara dalla Juventus (permettendo ai bianconeri di concretizzare una plusvalenza di 15 milioni di euro e nonostante il valore per siti come Transfermarket non fosse superiore a 20 milioni di euro). A gennaio di quest'anno, Genoa e Juventus mettono a segno i “colpi dei colpi". Preziosi, numero uno dei rossoblù, piazza il polacco Pjatek al Milan, vendendolo a 35 milioni di euro e realizzando una plusvalenza di 30 milioni. Contestualmente, acquista Sturaro dalla Juventus, sborsando l'assurda cifra di 17 milioni di euro, consentendo ai bianconeri di realizzare una plusvalenza di 13 milioni di euro. Come se non bastasse, Pjatek costava come ingaggio appena 740 mila euro lordi al Genoa, Sturaro invece pesa per 2,8 milioni di euro e fino al 2021, così determinando una spesa complessiva di 6,95 milioni di euro per le casse genoane. Una vera follia, sia dal punto di vista calcistico che economico e contabile, che ha permesso alla Juventus di sgravarsi anche di un ingaggio oneroso.

Complessivamente, i bianconeri, tra Caldara e Sturaro e lungo l'asse Milano-Torino-Genova, hanno incassato per soli due giocatori oltre 50 milioni di euro, portando a casa plusvalenze per circa 30 milioni. (Nella tabella allegata il riepilogo delle plusvalenze della Juventus, 120 milioni circa con 9 giocatori e quasi 60 milioni di euro in più del totale valore effettivo dei calciatori). Nelle scorse settimane, una ulteriore folle trattativa (che poi non si è concretizzata) ipotizzava la cessione del difensore Demiral dalla Juventus sempre al Milan. Dopo averlo acquistato (a luglio 2109) dal Sassuolo per 18 milioni, i bianconeri hanno proposto ai rossoneri di prenderselo per 40 (se fosse accaduto avrebbero realizzato una plusvalenza di 22 milioni di euro in meno di un mese). Il calcio italiano, stretto ormai nella morsa del debito, è completamente in balia di spregiudicate operazioni finanziarie, che nulla hanno a che vedere con i progetti tecnici e le visioni di gioco, di tattica e di moduli. Il nostro football somiglia sempre più ad un titolo tossico, come i mutui 'subprime' americani che pochi anni fa hanno scatenato una crisi economica mondiale senza precedenti".







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