Stadi italiani, Marelli si sfoga sui social: "Ora vi scrivo quello che i giornali non vi diranno mai"

Luca Marelli, ex arbitro, ha scritto un lungo post sui sui profili ufficiali social soffermandosi su ciò che succese negli stadi di tutta Italia.
L'ex arbitro Luca Marelli, attraverso il suo profilo ufficiale Facebook, ha detto la sua su quanto accade negli stadi italiani dopo la polemica scoppiata per la mancata sospensione del match di Coppa Italia tra Milan e Lazio a causa dei cori razzisti rivolti dai tifosi biancocelesti nei confronti dei calciatori di colore rossoneri: "Adesso vi scrivo io quello che i giornali non hanno il coraggio di scrivere. Sono stato in stadi con 80mila persone sugli spalti"
"Ovviamente - si legge - si tratta di partite di cartello e, pertanto, tra campo e spogliatoi ci sono sempre almeno una ventina di persone che dovrebbero controllare tutto. Non faccio di tutta l'erba un fascio, ci sono anche delle eccezioni. E lo ribadisco: delle eccezioni. Ci sono responsabili dell'ordine pubblico. Ci sono una decina di Commissari di campo inviati dalla FIGC. Ci sono altrettanti ispettori di Lega. Tutta gente che non si vede mai prima perché impegnati ai buffet, non si vede mai dopo perché impegnati nella caccia al gadget. Li si vede durante la partita, spesso a guardare la partita dalle parti del quarto ufficiale, spesso rompendo solo le palle. Gente che, poi, non scrive mai nulla di quel che accade perché più preoccupate di non essere designati per San Siro o per lo Stadium o per l'Olimpico".
Marelli ha poi aggiunto: "Alla fine è sempre facile sparare sull'arbitro, magari scrivendo scemenze sui quotidiani. Ma siamo nell'era della comunicazione basata su balle, slogan, stupidate buone per la pancia, non mi sorprende che la corsa al gadget sia più importante della civiltà. Se poi pensate che, in mezzo ad un casino surreale, un arbitro possa sentire un coro dagli spalti, rido. In mezzo a quel casino si fa fatica a sentire la propria voce, figuriamoci un coro anche di diecimila persone. Soprattutto perché la concentrazione è sulla partita, non esattamente delle amichevoli estive. All'ordine pubblico dovrebbero pensarci quelli ai bordi del campo. Dovrebbero...".







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