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SSC Napoli, Grassani: "Mazzoleni non ha speso una parola sui cori razzisti. Koulibaly? La madre..."


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Pubblicato nella sezione Interviste
SSC Napoli, Grassani: Mazzoleni non ha speso una parola sui cori razzisti. Koulibaly? La madre...

Le parole del legale: "Siamo andati via dall'aula con la convinzione che il messaggio fosse stato condiviso. De Laurentiis era molto alterato".


Mattia Grassani, avvocato della Ssc Napoli, è intervenuto ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli: "E' un momento non semplice, ma andiamo avanti. Dibattimento sereno, confermate le nostre sensazioni di grande comprensione non solo sotto il punto di vista umano. Quando abbiamo opposto che l’arbitro Mazzoleni nel suo referto non ha speso una parola di quanto accaduto all’80’, cioè che oltre agli applausi ed al fallo, l’arbitro non ha fatto parola sui cori razzisti da parte di buona parte dello stadio che hanno scatenato l’applauso che altrimenti non sarebbe mai partito, ebbene quando abbiamo creato questo collegamento sembrava che la corte avesse colto questa successione di eventi. Siamo andati via dall’aula con la convinzione che il messaggio fosse stato condiviso, poi apprendiamo dalla sentenza che l’applauso di Koulibaly è collegato solo al fallo e l’ammonizione. Il danno l’ha subito Koulibaly in quella partita".


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Poi sulla reazione di Koulibaly: "Quando siamo usciti dall'aula, i visi e le impressioni, le aspettative di tutti noi compreso il direttore della Comunicazione Nicola Lombardo, erano di grande fiducia. Il tema era delicato e sentito e l’atteggiamento e le sensazioni erano tutti nella direzione di aver capito l’eccezionalità. De Laurentiis era molto alterato, non era in previsione un epilogo simile, la sua posizione era dura e rigida. Il caso di Kalidou non può finire qui, non può tornare tutto come prima, c’è una sanzione pesante sullo stadio di San Siro, tutte le voce in ambito nazionale ed internazionale non possono ruotare attorno al collegamento applauso-cori o applauso-fallo".


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Poi sul rapporto con il calciatore: "Non l'avevo mai conosciuto prima, mai parlato con lui. Solo ieri in aula. Koulibaly avrà parlato dieci minuti come tempo a lui assegnato, nella parte in cui ha parlato il calciatore credo siano state lezioni a tutti i presenti, ai giudici ed a lui stesso. Estrapolo due frasi: quando ha specificato come a seconda della partita, oltre al lato tecnico, si prepara mentalmente, e siccome lui sa che può essere oggetto di alcuni atteggiamenti da parte dei tifosi, quando va su certi campi si crea una corazza, isolandosi dall’ambiente esterno. Ha sottolineato che a San Siro questo problema non c’era mai stato, si era preparato solo sull’aspetto tecnico-tattico, e quando la palla arrivava a lui si è sentito ricoperto di quei “buu” che lo hanno lasciato sprofondare in un momento di vergogna. La seconda è quando ha dovuto spiegare alla mamma ed ai suoi amici il suo atteggiamento in quella partita, trasmessa in tutto il mondo. Ha chiarito il perché si era lasciato andare a quel gesto, lui ha detto quasi che aveva paura di cosa dire a sua madre, quasi avesse paura del giudizio di sua madre".


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