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SSC Napoli, De Matteis: "Benitez Cervantes, Ancelotti come Garibaldi! Sarri? Enrico IV. ADL..."


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Pubblicato nella sezione Interviste
SSC Napoli, De Matteis: Benitez Cervantes, Ancelotti come Garibaldi! Sarri? Enrico IV. ADL...

Il Team Manager della SSC Napoli ha parlato della sua esperienza al club azzurro nell'intervista rilasciata a Tuttosport.


Paolo De Matteis, Team Manager della SSC Napoli, ha concesso un'interessante intervista ai taccuini di Tuttosport. Vi proponiamo un estratto delle sue dichiarazioni: "A tutte le piazze in cui sono stato, da giocatore o da dirigente, sono rimasto legato. Rappresentano storie e sentimenti. Da giocatore facevo il terzino sinistro. Di piede ero ambidestro, comunque. Facevo anche il mediano. Ero un jolly difensivo. Un mediano di quantità, non di qualità [...]  Quindi il grande salto al Napoli: subito in Champions, con Benitez. Era il 2013-2014. Mazzarri aveva lasciato il Napoli e il suo storico team manager, Santoro, l’aveva seguito all’Inter. Il ds era Bigon. Ci conoscevamo bene. Ne parlammo. E adesso sono ancora qui, felice e contento. [...] Da team manager, grazie al Napoli, ho toccato quei sogni che inseguivo da calciatore. Il massimo: la Champions. La città è straordinaria, nel bene e nel male è unica. Ti dà, ma ti toglie anche il respiro per quanto è bella e ricca di arte".


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De Matteis ha poi aggiunto: "Una definizione giusta di Napoli l’ha data ultimamente il Papa, quando venne qui. Disse: 'A Napoli la vita non è mai stata facile, ma nemmeno mai triste'. E’ una fotografia perfetta per un teatro a cielo aperto quale è Napoli. E io amo l’arte, i palazzi storici, i quadri, gli affreschi. Amo visitare i siti archeologici, i musei [...] Io scrivo tanto anche durante le lunghe pause dei ritiri prepartita, quando sono in giro col Napoli, non solo a casa. E trovo simpatia, attorno a me, quando mi capita di parlare con qualche giocatore o con qualche dirigente dei miei libri. O con gli allenatori. Anche De Laurentiis è sempre cortese: s’informa, mi chiede a che punto sia arrivato nel nuovo libro. Ora ho appena concluso il terzo romanzo e sto cominciando a ragionare su chi potrebbe pubblicarlo. Parla di calcio. Si svolge nel mondo del calcio e un po’ lo dissacra. Ma fa il verso anche alla società civile. Dagli anni di piombo ai giorni nostri. E’ da un po’ di anni che ci lavoro. Il titolo me lo suggerì Benitez: 'E’ una bugia'. Era un piacere parlare con lui: si discorreva di tutto [...] Io a Napoli ho avuto la fortuna di avere sempre allenatori di statura. Subito, un grande tecnico come Benitez, che mi ricorda Cervantes, l’autore del Don Chisciotte. Benitez è un uomo ironico, intelligente. Anche Ancelotti è un monumento vivente: come tecnico, ovviamente, ma anche come persona. E’ di un livello assolutamente superiore. Mi fa venire in mente l’eroe dei due mondi, Garibaldi: è andato dappertutto e ha vinto dappertutto. E Sarri? Sarri mi ricorda l’Enrico IV di Francia. Quello di 'Parigi val bene una messa'. Che comunque fu un personaggio storico importante. Inseguì per tutta la vita un ideale, finché poi ce la fece a diventare sovrano. Dovette abiurare, però. Cambiare religione» [...] Ancelotti? Anche lui ha pubblicato, ha scritto tre sue biografie. E’ un uomo molto intelligente, aperto, con un afflato internazionale, ha una visione a 360 gradi su tutto. E’ molto semplice e umile nella sua grandezza".


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