Sparagna: "Fratello di Insigne? Capitò anche con il padre! Lorenzo-Ancelotti, si è rotto qualcosa da..."

Il giornalista di Fanpage è intervenuto ai nostri microfoni per fare il punto sul momento del Napoli in vista del match contro il Torino.
Mattia Sparagna, giornalista di Fanpage.it, è intervenuto ai nostri microfoni per il fare il punto della situazione in casa Napoli dopo il pareggio in Champions contro il Genk e in vista del match contro il Torino in campionato. Queste le sue parole: "Caso Insigne, qual è la verità? La verità purtroppo (almeno per il momento) credo che la conoscano solo i diretti interessati. Ci si può schierare verso uno o l'altro, prendendo per buone delle personali deduzioni. Io credo che la verità vada ricercata con un ragionamento profondo. Tra i due, credo, si sia rotto qualcosa in modo irreparabile da febbraio/marzo (anche se i motivi non riesco a immaginarli chiaramente). Penso che Ancelotti sia un allenatore capace di gestire ogni tipo di calciatore e, se proprio devo dire la mia, il fatto che Insigne nella sua carriera abbia avuto screzi con tutti gli allenatori (eccetto Zeman, per motivi facilmente intuibili), a Napoli Lorenzo ha avuto problemi con Benitez, con Sarri e ora con Ancelotti. E mi sembra un deja-vù a ben guardare ... Situazioni similari, con un Insigne che conosce bene il suo talento, ma che non canalizza la sua forza verso il bene della squadra e di riflesso suo".
Tutto rientrato o ci sono ancora screzi con Ancelotti?
"Spero per il bene del Napoli che si trovi una tregua e che Ancelotti e Insigne ritrovino un modo sano di collaborare, almeno fino alla fine della stagione. Forse, e lo dico da tempo, per lui sarebbe arrivato il momento di lasciare Napoli perché, a essere onesti, come dice anche lo stesso numero 24 i tifosi azzurri non gli perdonano niente. È innegabile che se Insigne gioca due partite sotto tono viene puntato praticamente da tutti, se invece un momento di appannamento lo passano giocatori come Mertens o Callejon, la tifoseria è più pronta a passarci sopra. Forse è anche normale, dato che Insigne in campo o fuori, non ha lo stesso approccio e appeal dei due citati sopra, sempre pronti a metterci la faccia e a trascinare anche emotivamente i compagni. A Insigne questo manca, non certo il talento".
Il tuo parere sul post del fratello di Lorenzo che ha aspramente criticato il mister
"Sul post del fratello di Insigne che dire. Sicuramente evitabile, ma è pur vero che se si sentiva di scriverlo ha fatto bene a farlo, con tutte le conseguenze del caso. Il fratello di Insigne non ha ruoli "professionali" né con il Napoli, né con il fratello stesso. Ha esposto un'opinione che io personalmente non condivido, prima di tutto nella forma e poi nella sostanza. Ma purtroppo l'ha fatto e sarà premura di Insigne cercare di chiedere una collaborazione maggiore in primis ai suoi familiari (non dimentichiamoci le parole del padre sul finire della passata stagione). Siamo davanti a un caso simile a quello del figlio di Boban che critica Giampaolo, liberissimo di farlo ovviamente come ogni tifoso, però alcune persone dovrebbero magari capire meglio la situazione che vivono professionalmente i loro più famosi parenti (padri o fratelli che siano)".
Ti aspettavi questo inizio di stagione altalenante da parte del Napoli?
"Premetto, non penso che il Napoli stia facendo male, mi aspettavo forse qualcosa in più lo ammetto ma a parte qualche passaggio a vuoto evitabile, secondo me non c'è nessun allarme. Chiaro è che se l'Inter non sbaglia un colpo e invece la Juve riesce a raddrizzare anche partite storte (la vera differenza col Napoli è questa) il gap inizia a diventare pesante. Paradossalmente, secondo me, il Napoli è la squadra che attualmente sta meglio in campo e che produce una mole incredibile di occasioni, ma è anche quella meno stabile specialmente quando è costretta a indietreggiare. C'è qualche equilibrio da rivedere, ma ho fiducia che Ancelotti insieme ai suoi più fidati giocatori (Koulibaly e Callejon su tutti) riuscirà a sistemare le cose".
Quali sono i reali obiettivi stagionali?
"Obiettivo stagionale per me è il raggiungimento dei quarti di Champions (perché il superamento del turno non può essere messo in discussione e bisogna anche puntare al primo posto) e a quel punto passare il primo turno a eliminazione. Poi come ha insegnato la Roma di qualche stagione fa, se ci credi e hai un po' di fortuna le porte per la finale possono essere a un passo. In campionato, per me Inter Juve e Napoli sono al 33,33% vediamo che succederà".
Lozano è il calciatore più pagato della storia del club, circa 40 milioni. Al momento fa fatica ad esprimersi: quali i motivi?
"Lozano ha caratteristiche importanti, un calciatore che ha tutto per diventare un crack del calcio europeo. Ma è ovvio che per esplodere definitivamente non basta il talento ma serve anche ambientarsi bene e subito nel nuovo campionato e in questo la Serie A è sempre stata insidiosa. Storicamente tanti grandi campioni, agli inizi in Italia fecero fatica. Zidane il primo anno quasi da dimenticare, Henry sappiamo tutti cosa combinò a Torino. In sostanza, Lozano ha i colpi per diventare un grande calciatore, speriamo riesca come Zidane a esplodere in Serie A dopo qualche iniziale difficoltà e non come Henry che invece fu costretto a lasciare l'Italia".
C’è nel Napoli un problema di natura tattica?
"Forse sì, c'è un piccolo problema di natura tattica, da risolvere il prima possibile. Ma Ancelotti è al lavoro per quello e sa benissimo cosa fare. Le soluzioni sono tante e il mister sa come guidare i calciatori, nessuno meglio di lui in questo. Diciamo che attualmente credo i suoi dubbi siano su quella che può essere una "formazione tipo" del Napoli. A volte noto la mancanza di un calciatore che detti i tempi, che prenda il pallone dal basso, alzi la testa e si prenda qualche rischio e responsabilità. L'unico che ha nelle corde questo è Ruiz ed è per questo che Ancelotti continua a insistere su Fabian anche portandolo in una posizione a lui non congeniale o che comunque ha occupato raramente. Non so se la metamorfosi sarà completata in modo positivo, ma effettivamente nessuno ha quelle caratteristiche e il Napoli mi sembra soffrire di questa mancanza. Se fosse arrivato James, secondo me calciatore sublime per talento e giocate anche se molto discontinuo, sarebbe stata una freccia fondamentale nella faretra di Ancelotti. Mi permetto, in chiusura di dire una cosa proprio su Ancelotti. Un allenatore straordinario e tra i migliori non solo attualmente, ma nella storia del calcio moderno (dagli anni 90 a oggi). Con il massimo del rispetto e della modestia possibile, però mi aspetto che faccia qualcosa per sbrogliare una matassa che più si va avanti più diventa ingarbugliata".








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