Spalletti: "Napoli maturo, non chiedetemi niente di Sarri. Partita delicata"

Giornata di vigilia di campionato per Roma e Napoli, il tecnico giallorosso Luciano Spalletti ha rilasciato alcune dichiarazioni in conferenza stampa.
Giornata di vigilia di campionato per Roma e Napoli, il tecnico giallorosso Luciano Spalletti ha rilasciato alcune dichiarazioni in conferenza stampa. "Roma-Napoli? E' una partita delicata e difficile per tanti motivi, ci vorrà tantissima forza e tantissima qualità. Non chiedetemi nulla di Sarri, ci conosciamo bene e sappiamo quando mandare messaggi al nostro orticello. Il Napoli è una squadra matura. I nostri calciatori ci hanno costretti a definirli maturi, per domani ci servirà tutta la maturità che ci siamo guadagnati. Mi aspetto prese di posizione e scelte nei momenti della partita, in cui bisognerà soffrire, difendere in maniera ordinata, il momento giusto in cui spingersi oltre le reali possibilità del momento. E' vero che la partite sono ravvicinate e rosicchiano energie, ma noi non siamo stanchi. Dobbiamo giocarci la partita con le stesse possibilità anche se il Napoli ha riposato un giorno in più. Non si vuole far compassione a nessuno, non ci garba. Per cui si gioca ad armi pari contro un avversario forte. E poi alla fine si faranno altre considerazioni. Sono due squadre di cui società, dirigenti, allenatori e tifosi devono essere orgogliosi, si vede che c'è una serietà di comportamento e di presa di coscienza, di attaccamento, di identificazione con i colori. Non ci sono grossi punti su cui spingere. Ci sono cose che sappiamo fare ma dove gli altri sanno sicuramente comportarsi. I buu razzisti a Rudiger? Per arrivare alla pari con il calcio europeo e quelle che sono le scelte in giro per il mondo che riguardano il tentativo di annullare il razzismo dal calcio, penso che ci sia bisogno di un percorso di posizione etiche. Vedere questi risultati, senza nessun significato da un punto di vista di presa di posizione non aiutano e ci fanno rimanere dietro, distanti da quello che è il calcio europeo. Non vedo significato educativo in queste prese di posizione, bisogna essere ben decisi come fanno all'estero ed attaccare chiunque evidenzi questo problema. E' un problema delle persone in generale essere razzisti. Avevo un amico che si chiamava il raro, perchè ha gli occhi azzurri ed era cieco. Quando avvertiva una persona davanti spalancava gli occhi come se ti guardasse, i razzisti meriterebbero di vivere da raro, avrebbero la possibilità di vedere le persone per quello che dicono, che cuore hanno, anzichè valutare per il colore della pelle".







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