Spalletti: "Alla Fiorentina la prima delusione della mia carriera. Mio padre lavorava in vetreria"
Luciano Spalletti ha raccontato gli albori della sua carriera nel corso di un'intervista che ha rilasciato sulle pagine del Corriere della Sera.

L'ex allenatore del Napoli, Luciano Spalletti, attraverso l'intervista rilasciata al Corriere della Sera, ha raccontato gli albori della sua lunga carriera da calciatore: "Sono partito dai bambini dell’Avane, una zona di case popolari in periferia di Empoli. Poi mi notò la Fiorentina ma lì ci fu la prima delusione".
"Quando mi dissero che non rientravo nei loro programmi. Ricordo quando facevo il raccattapalle e dovevo consegnare il pallone a Merlo o Chiarugi. Dopo il verdetto dei viola avevo deciso che avrei giocato solo tra gli Amatori, ma poi un mio zio mi convinse a riprovare. Insomma ho indossato le magliette di Volterrana, Castelfiorentino, Cuoiopelli, Entella Chiavari, Viareggio, Empoli. Dove ho finito la mia onesta carriera".
"Sai che mi sono reso conto che da giocatore o da allenatore sono entrato negli spogliatoi di tutte le categorie, dai pulcini alla Nazionale? Mi manca solo la prima categoria, magari un domani...".
Sulla sua famiglia ha raccontato: "Mio padre lavorava in vetreria e poi ha fatto il guardiacaccia, il magazziniere, ne ha cambiati molti, di mestieri. Mia madre lavorava nelle confezioni, quelle aziende, come la Modiva, che facevano capi d’abbigliamento. In casa c’erano loro, i due nonni, e poi io e mio fratello Marcello".
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