Soviero: "Mani al collo a Toni e gesto a Del Piero. Mazzarri scarso, a Messina menai tutti"
Salvatore Soviero, una buona carriera da portiere, ma probabilmente ha raccolto meno a causa del suo carattere: è famoso anche per le risse.

Salvatore Soviero, ex portiere, ha rilasciato una lunga ed interessante intervista ai microfoni de La Gazzetta dello Sport in cui ha ricordato tanti momenti della sua lunga carriera, in particolare episodi che hanno coinvolto calciatori importanti come Luca Toni ed Alessandro Del Piero, ad esempio. E' stato un estremo difensore di buon livello, ha giocato in Serie B con Genoa, Salernitana, Venezia e Crotone e in Serie A con la Reggina.
Ecco alcuni passaggi: "Sono una persona vera. Non ho mai avuto problemi a dire le cose in faccia alle persone. Se mi partivano i cinque minuti non ce n'era per nessuno, ero fatto così, non mi pento di nulla. Sono finito ai margini del pallone solo per colpa mia, non sono mai sceso a compromessi. Tanti mi conoscono più per il gesto fatto ad Alessandro Del Piero che per le mie parate, e questo mi dispiace. A proposito di Del Piero, in questi anni ho letto davvero tante cazzate. So che Alessandro l’ha presa sul ridere. Oggi verrei arrestato in campo, anche per questo ho smesso. C’è un perbenismo esagerato, non si può più dire nulla. Pensi che una volta venne il questore in spogliatoio a parlarmi dopo un’espulsione…".
Ed ha aggiunto: "Era il mio ultimo anno di carriera, venni espulso dopo aver insultato l’arbitro e i tifosi avversari. In spogliatoio mi trovai un questore che voleva chiedermi i documenti. Gli dissi che non ne aveva il diritto e andai a farmi la doccia. Rissa a Messina? Una partita assurda. Io venni espulso e dalla panchina avversaria iniziarono a dirmi che sarebbero venuti a prendermi a casa. A me? Li ho mandati a quel paese e sono corso verso di loro. Mi urlavano: 'Siete retrocessi, scemo esci dal campo'. Cercavo Coppola, ma menai un po’ tutti. Saltai addosso a Bortolo Mutti, poi tirai una ginocchiata al padre di Zaniolo e stesi con due pugni un paio di membri dello staff. Partì pure una testata. Ero fuori di me. Mi scusai, andai dallo staff del Messina a chiedere scusa. Gli dissi che avevo perso la ragione e mi dispiaceva".
Su Mazzarri: "Scarso come calciatore e come allenatore. Pensi che la sera venivano tutti a controllare se fossi in camera, cercando un pretesto per mandarmi via. Mazzarri ha sempre provato a mettermi contro il presidente Foti e i miei compagni. Gliel'ho detto. Una volta mi chiamò in una stanza perché gli servivo e dovevo giocare. Io gli dissi che non lo rispettavo ma mi sarei messo comunque a disposizione".
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