Sosa: "Quando venni a Napoli non avevamo nulla, era surreale. Mi chiamò Maradona e disse..."
Il "Pampa" rivela le parole di Diego quando l'ex centravanti decise di scendere in Serie C per vestire la maglia del Napoli.

"Erano momenti particolari: non avevamo nulla, nemmeno i palloni per giocare al calcio". Roberto Carlos Sosa ricorda i suoi primi anni nel Napoli, club per il quale accettò di trasferirsi in Serie C1, dopo la chiamata del direttore Pierpaolo Marino, che lo aveva avuto all'Udinese.
"Non sapevamo dove ci saremmo allenati il giorno dopo o chi sarebbero stati i nostri compagni - afferma ai microfoni di Radio Marte, nel corso della trasmissione 'Marte Sport Live' - è stato tutto surreale, quasi da fantacalcio. Al primo allenamento, eravamo in quattro con mister Ventura e nessuno voleva fare di più perché, se si fosse fatto male, saremmo rimasti in tre. E' stato un periodo molto sofferto".
"Ricordo la telefonata con Diego" aggiunge Sosa, che svela: "Maradona mi disse: 'Pampa, bisogna soffrire perché, dopo la sofferenza, la gioia è sempre più grande'. Così è stato, e gioire a Napoli è qualcosa di diverso, perché il percorso del Napoli va vissuto appieno: va fatto soffrendo, appunto, per poi gioire insieme".
Infine, un curioso retroscena: "Qualche anno fa, sempre a Napoli, provai a praticare il taekwondo per sperimentare uno sport diverso, ma non sono bravo nelle arti marziali" conclude con un sorriso.
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