Sorrentino: "Oscar, ecco il film favorito. Mi piace partire dalla panchina"

Paolo Sorrentino ha parlato della candidatura all'Oscar del suo ultimo lavoro: "E' stata la mano di Dio": "Un film che mi ha commosso scrivere, girare, montare. Quindi non esulto ma gioisco e mi commuovo".
"E' stata la Mano di Dio" di Paolo Sorrentino è finito nella cinquina finale delle nominations come miglior film straniero agli Oscar. Il regista partenopeo ha evidenziato tutta la sua soddisfazione: "È un viaggio che voglio fare con leggerezza, ironia e tranquillità. Mi piaceva esserci, una volta può essere un caso, due no. Stavolta non me lo aspettavo, ci speravo - sorride - e mi commuovo perché è un riconoscimento prestigioso ai temi del film, che sono le cose in cui credo: l'ironia, la libertà, la tolleranza, il dolore, la spensieratezza, la volontà, Napoli e mia madre". Sorrentino, poi, evidenzia: "La qualità è altissima, è rimasto fuori Un eroe di un autore come Asghar Farhadi. Inutile girarci intorno, il favorito è il giapponese Drive my car".
"Ma io - spiega il regista - sono più a mio agio nel non essere favorito. Lo ero ai tempi de La grande bellezza e la cosa mi metteva in soggezione. Invece mi piace partire dalla panchina con un film che mi ha commosso scrivere, girare, montare. Quindi non esulto ma gioisco e mi commuovo".
Sulla bella recensione di Robert De Niro, Sorrentino, evidenzia: "È stata felicità pura, per me e la mia generazione De Niro è una divinità. Ed è citato nel film, Fabietto insegue l'idea di vedere C'era una volta in America: è un bel gioco che si compie, il me grande ha potuto incontrarlo e lui ha scritto di un mio film. È come essere incoronati da un re del cinema". Ha concluso il regista partenopeo.








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