Sorrentino: "Ho parato il rigore a CR7 grazie a You Tube! Vi dico cosa è successo nel tunnel"

Il portierone del Chievo è stato il primo a parare un rigore al fuoriclasse portoghese della Juventus.
Stefano Sorrentino, portiere del Chievo, ha rilasciato un'intervista alla Gazzetta dello Sport, dopo il rigore parato a CR7: "Una bella emozione — racconta — che però avrei barattato con un punto. Il Chievo ne ha bisogno per salvarsi. Io credo nella salvezza, perciò a gennaio ho rifiutato ogni offerta".
Però a quasi 40 anni fermare un 5 volte Pallone d'oro non è impresa da tutti. Come ha fatto?
“Dietro a un rigore parato ci sono studio, preparazione e intuito. Mio padre Roberto, portiere negli Anni 70-80, aveva il libro nero dei rigoristi. Io all’inizio cercavo gli attaccanti su YouTube, ora con Lorenzo Squizzi, preparatore dei portieri, prima delle gare guardiamo i video e insieme decidiamo la strategia. Tutti e due eravamo certi che avrebbe aperto il tiro e così è stato. Mia madre era allo stadio, mio padre no. Quando ci siamo sentiti, mi ha detto “bravo” e per lui è tantissimo, perché non fa tanti complimenti”.
La parata dello Stadium è tra le migliori tre della sua carriera?
“Sì, perché rivedendolo Ronaldo ha calciato un bel rigore. Avevo deciso da che parte mi sarei tuffato e ho anticipato di una frazione di secondo, altrimenti non l’avrei preso. Lui ha tirato angolato e forte ma alla mia altezza. Conserverò tutto: guanti, maglia, pantaloncini e calzettoni”.
Dopo, che cosa vi siete detti?
“Nulla. Ronaldo era venuto a salutarmi nel tunnel prima del match. Dopo lo scontro al Bentegodi (Sorrentino era finito in ospedale, ndr) carinamente mi aveva scritto per sapere come stavo. A fine partita mi è passato accanto mentre stavo salutando Dybala e mi ha dato il cinque. Comunque la Juventus mi ha impressionato: è completa e fisica, può vincere la Champions. Lo auguro a CR7”.
Tra i segreti del suo successo c’è Claudio Filippi, ora alla Juve.
“Claudio è stato il preparatore mio e di Squizzi al Chievo prima di trasferirsi a Torino. Mi ha insegnato la cura dei dettagli. Ci siamo incrociati negli spogliatoi. Anche lui è rimasto colpito dal nostro intuito nella scelta dell’angolo giusto”.
Si vede in campo oltre i 40 anni?
“Certamente. Sto bene, mi curo il doppio di quando avevo vent’anni, faccio prevenzione, mangio sano e mi alleno tutti i giorni al 100%. Ho il contratto in scadenza e il Chievo ha un’opzione per altro anno, a fine stagione vedremo. Di sicuro da qualche parte giocherò”.







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