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Sophia Loren commuove Hollywood: "A Pozzuoli fame e paura, coi film ho imparato a sognare"

"Il cinema divenne la mia terapia, la mia casa, ed è per questo che essere qui stasera è come tornare a casa", ha raccontato la Diva napoletana.


Luca CirilloLuca CirilloGiornalista

09/11/2024 15:09 - Interviste
Sophia Loren commuove Hollywood: A Pozzuoli fame e paura, coi film ho imparato a sognare
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Sophia Loren accolta al teatro dell'Academy Museum di Los Angeles da una standing ovation. L'istituzione dedicata al cinema più importante al mondo ha omaggiato l'artista che in 70 anni di carriera ha recitato in oltre 100 film. E lei ha subito ringraziato tutti: "Essere qui è davvero speciale per me, perché i film di Hollywood mi hanno insegnato a sognare".

La platea ha abbracciato la diva italiana in occasione dei suoi 90 anni (compiuti il 20 settembre) e dell'avvio di una retrospettiva delle sue interpretazioni ("Sophia Loren: La Diva di Napoli"), organizzata da Cinecittà e dal museo dell'Accademia. Fino al 30 novembre saranno proiettati altri 10 film: da "L'oro di Napoli" di Vittorio De Sica del 1954 a "La vita davanti a sé" del figlio Edoardo Ponti del 2022, passando per classici come "Ieri, oggi, domani" o "Matrimonio all'italiana", e per film americani come "Arabesque" di Stanley Donen e "Prêt-à-porter" di Robert Altman: La rassegna si è aperta con la versione restaurata in 4k di "La Ciociara" di Vittorio De Sica, film che le valse la palma d'oro a Cannes e l'Oscar nel 1962, prima attrice premiata per una interpretazione in una lingua diversa dall'inglese. 


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Sophia Loren ha ricordato anche l'infanzia dura: "Da bambina a Pozzuoli, durante la seconda guerra mondiale la mia realtà era fatta di paura e fame: la paura delle sirene che annunciavano gli attacchi aerei e la fame che ci consumava ogni secondo della giornata. Ma quando mi trovavo nel nostro piccolo cinema e le luci si abbassavano, la mia realtà scompariva. Occhi e cuore si lasciavano incantare da Rita Hayworth, Ginger Rogers e Fred Astaire. Quel piccolo schermo argentato era la mia finestra su un mondo da favola, dove paura e fame non esistevano. Quel cinema divenne la mia terapia, la mia casa, ed è per questo che essere qui stasera è come tornare a casa".


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Luca CirilloLuca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.

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