Sofia Goggia: "Entrai in un vortice nero. Capisco Fedez, non riuscivo a uscirne"

Le parole della sciatrice al Corriere della Sera: "Forse devo smussare la rigidità. Ho finalmente capito che sbagliare non significa essere sbagliati".
Domani sabato 28 ottobre inizia la coppa del Mondo col gigante femminile a Soelden. In vista di tale appuntamento Sofia Goggia ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni del Corriere della Sera: "Oltre le sliding door della vita può esserci pure la politica? Non lo escludo, ma non penso. Vivo in un sistema meritocratico - il giudice è il cronometro -, mentre in altri ambiti servono compromessi che non saprei accettare. Peraltro dopo lo sport mi attende la vita: sono consapevole che funziona con schemi non sempre delineati dal merito".
Lei è dura con sé stessa: non è ora di ammorbidirsi?
"Chi non è esigente con sé stesso non è ambizioso. E io sono estremamente ambiziosa. Però, sì, forse devo smussare la rigidità. Ho finalmente capito che sbagliare non significa essere… sbagliati".
Non molti anni fa parlava come se fosse vicina a mollare. Può dirci quanto lo è stata veramente?
"Da un po’ i ritmi che vivo mi portano a rimuovere le cose. Non rammento quelle frasi, però il punto critico era capitato molto prima. Nel dicembre 2013, dopo l’incidente di Lake Louise a pochi giorni dal debutto nella Coppa del mondo, sono entrata in un vortice nero. In quel periodo ho fatto tanta fatica".
Possiamo parlare di depressione, visto che ha dichiarato di capire i tormenti di Fedez?
"Magari ciò che è depressione per me è cosa lieve per alcuni e gravissima per altri. Però un po’ depressa lo ero: non riuscivo a uscirne".








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